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Cesare Cremonini in concerto a Milano, recensione di un trionfo

Recensione concerto Cesare Cremonini MilanoMilano, Mediolanum Forum, 27 ottobre 2012. Credo che “Il Tour dei miei sogni” sarebbe stato un buon titolo. Cesare Cremonini ha definito la sua tournèe con queste parole più volte nell’intervista che mi ha concesso nella pancia del Forum a poche ore dal concerto di Milano. E dopo aver visto lo spettacolo non ho dubbi: questo tour è soprattutto un sogno che si materializza. Per lui che dai palazzetti era partito – con i Lunapòp, sembra passata una vita e forse è così – tornare a suonare davanti a folle così numerose e totalmente rapite dalle sue canzoni dopo anni di “gavetta”, è una soddisfazione enorme. Oltretutto con uno show che è suo e basta, perchè rispecchia l’approccio alla musica che lo caratterizza: passionale, mai eccessivo, sincero. Attitudine rock per un concerto pop, una bella e vincente scommessa. I diecimila di Assago hanno cantato tutte e 26 le canzoni (leggi qui la scaletta del concerto), testimonianza di quanto siano buoni sia il presente che il passato di Cesare. Il sogno è realtà.

Lo show inizia dopo le 21 con Il comico (Sai che risate), singolo di lancio e superhit dell’ultimo disco La teoria dei colori. È l’unica scelta che non mi ha convinto. Forse era ancora freddo Cremonini (o magari semplicemente emozionato), forse era il pubblico che doveva prendere le misure con lo show – probabilmente molti dei presenti non avevano mai visto un concerto del bolognese – ma non c’è stata la botta di adrenalina che Cesare e Walter Mameli (suo produttore) si aspettavano. Quel brano è da spostare più avanti, quando il pubblico e i musicisti sono più caldi. Per il resto, tutte la scaletta ha funzionato benissimo. Il ritmo serrato dello show e la confidenza che Cremonini ha mostrato con il palco – del resto sono oltre dieci anni che suona dal vivo – non hanno permesso la minima distrazione alla gente del Forum. Bene anche la scenografia: una giusta cornice, che ha impreziosito il quadro senza oscurarlo (guarda le foto del concerto).

Il modo in cui il pubblico accoglie i brani dell’ultimo disco, da Stupido a chi? a Una come te passando per La nuova stella di Broadway, conferma quanto Cesare dice da mesi: è un disco perfetto da portare live, oltre che ricco di belle canzoni. Poi ci sono le hit dei precedenti lavori, Dicono di me, Padre madre, 50 Special (uno dei migliori brani rock’n’roll mai scritti in questo paese), Marmellata #25, Le sei e ventisei. Il numero di successi che l’artista bolognese può vantare a soli 32 anni è davvero notevole. Il Forum è una sola voce, convinta e gioiosa. È una grande festa. Cremonini conduce le danze e costruisce il suo spettacolo puntando su emotività e istinto. Contribuisce molto il suo appeal sul pubblico femminile, evidente soprattutto nel momento acustico in cui, seduto su un piccolo palco sotto una tribuna laterale, canta piano e voce quattro ballatone (Due stelle nel cielo, Vieni a vedere perchè, Vorrei, Niente di più). I cori delle fanciulle sono assordanti. Piccolo inciso: in Italia, e non solo, un cantante pop non può prescindere dalla benevolenza femminile e da questo punto di vista Cesare è in una botte di ferro.

Non ho contato le volte in cui Cremonini ha ringraziato il pubblico, ma sono state molte. Per lui questa è stata davvero una serata speciale. Non si riempie il Forum tutti i giorni. Mi è piaciuta quella punta di imbarazzo che si è mischiata a riconoscenza (e consapevolezza) nelle parole che ha rivolto alla folla. Immagino Cesare pensare “sapevo di essere bravo ma davvero mi merito tutto questo?”. Qualunque cosa abbia nella testa quand’è lassù, c’è totale sincerità nel suo scambio con il pubblico, un’onesta artistica e umana che resta addosso. Domani sarà un giorno migliore, come canta nel brano che chiude il concerto. Ma già stasera non è niente male.

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