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Deproducers live a Milano, la musica incontra l'astronomia

Tra le tappe con cui raccontare dal vivo l’universo che ci circonda in compagnia dell’astrofisico Fabio Peri, i Deproducers hanno incluso anche il Teatro dal Verme di Milano. Ecco la recensione del live dell’1 febbraio 2013.

Recensione concerto Deproducers Milano 1 febbraio 2013Milano, Teatro Dal Verme, 1 febbraio 2013. Se per caso avete letto la nostra intervista con Vittorio Cosma, una delle menti dietro al progetto Deproducers, saprete già che l’appuntamento live con la band – quattro musicisti straordinari e membri effettivi del progetto, un batterista aggiunto (Dodo NKishi) e l’astrofisico Fabio Peri – era di quelli da non perdere. In un teatro Dal Verme interamente pieno, davvero bellissimo il colpo d’occhio, i cinque Deproducers hanno preso posto su una stranissima piattaforma inclinata con dei fori appositi per ognuno. Dal basso verso l’alto Vittorio Cosma, Max Casacci, Riccardo Sinigaglia, il già citato NKishi e Gianni Maroccolo, reduce da due serate di infuocato rock’n’roll con i riformati Litfiba, alle prese con il tour che celebra i loro tre primi dischi in studio.

Tutta un’altra storia però, perché qui di terreno e rumoroso c’è ben poco, con la presenza rilassante e carismatica di Peri, posto sul palco a fianco ai musicisti e pronto a raccontare con dovizia di particolari (in qualche caso pure qualcuno di troppo, ed è l’unico appunto) tutto ciò che ci circonda: stelle, pianeti, cosmo, universo, velocità della luce, onde radio, codice di Arecibo. La commistione musica e conferenza scientifica, seppure molto colloquiale (e ci mancherebbe), è ben riuscita, si alternano pause parlate a lunghe dissertazioni cosmiche opera di cinque menti affiatate e, sebbene le influenze principali siano scoperte e facilmente individuabili (Tangerine Dream, Neu!, Pink Floyd), la classe della formazione è tale da rendere i brani contenuti nell’album d’esordio Planetario perfetti soprattutto per una resa dal vivo.

Molto belli anche i contributi video, che vanno dalla semplice infografica a proiezioni vere e proprie che rendono il Dal Verme più simile a un planetario – ma guarda un po’… – che a un teatro. Un’ora e mezza in totale, che scivola via con facilità e si conclude con la bella cover di un classico della musica leggera e pop italiana, Figli delle stelle di Alan Sorrenti. Alla fine, solamente tantissimi applausi e una meritata standing ovation.

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