Elio e le Storie tese a Milano: annoiati o solo troppo avanti?

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La tappa milanese del Tour Biango di Elio e le Storie Tese conferma la grande professionalità della band ma lascia trapelare anche una certa noia. La recensione del concerto.

Carroponte, Milano, 14 settembre 2013. Bravi, belli, buoni, ancora. Bis (no quella non l’hanno suonata…), anche se di bis vero ne hanno concesso uno solo (la sempre amata e applaudita Tapparella). Cosa si può dire del concerto di Elio e le Storie tese al Carroponte a Milano? Gli Elii si confermano quel gruppo geniale, irriverente e fuori dal coro che ormai anche il grande pubblico ha imparato a conoscere e apprezzare. Quando però una band ha abituato bene i propri fan, il rischio di non riuscire a soddisfarli è sempre in agguato. Non che la serata di sabato sia stata al di sotto delle aspettative, ma, nonostante l’ironia, nonostante la qualità di (quasi tutte) le canzoni, nonostante la bravura musicale, nonostante le apparizioni di Mangoni, nonostante tutto, è mancato qualcosa.

Sarà che Vittorio Cosma, alias Carmelo, pur con il suo impegno, la sua competenza, la sua sinergia, non è Rocco Tanica (ancora assente per motivi non ben precisati e apparso solo per suonare T.V.U.M.D.B. e Parco Sempione). Sarà che a forza di fare i ventenni a 50 anni si perde un po’ di smalto. Sarà che non è facile continuare a proporre gag e trovate in grado di stupire e sorprendere i fan. Sarà che da un gruppo come EelST ci si aspetterebbe una scaletta diversa ogni sera e invece continuano a fare la stessa da tutta l’estate. E sarà che tutte queste cose insieme non riescono più a nascondere una certa impressione di noia da parte dei nostri nei confronti dell’atto del live.

O forse no. Nulla del genere. E la verità (sempre ci sia) è che sono tanto avanti rispetto a chiunque altro da potersi davvero permettere qualunque cosa. Riescono a irridere a tal punto lo spettatore da lasciarlo privo di ogni punto di riferimento. E non si capisce se Elio sia serio o ironico quando in apertura di concerto spiega di aver deciso di suonare tutto L’album biango perché siccome tutti lo ascoltano gratis su Internet, almeno questo è un modo per farlo ascoltare a pagamento.  È una battuta? Ciascuno può pensarla come vuole, ma alla fine il disco sarà davvero suonato quasi per intero. Sia i brani più belli (Dannati Forever, La canzone mononota, Come gli Area, Complesso del primo maggio) sia quelli un po’ meno riusciti (Il ritmo della sala prove, Lampo, Il tutor di Nerone).

L’intera scaletta è un buon mix tra alcune perle (T.V.U.M.D.B. appunto ed El Pube), qualche grande classico (Servi della gleba suonata per prima, Supergiovane, Born to be Abramo, Parco Sempione e Tapparella in chiusura) e un paio pescate da Craccraccricrecra (Discomusic e Il rock ‘n’ roll). Il risultato è un grande concerto in generale, un buon concerto degli Elii in particolare. Non certo il loro migliore, anche se la professionalità è tale che, comunque vada, non c’è il rischio di uscirne delusi.

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