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La prima di Eros a Milano, in bilico tra cori e momenti strumentali

Ieri sera Eros Ramazzotti si è esibito a Milano, per il primo di cinque concerti nella città meneghina del Noi World Tour. Ecco la recensione dello show.

Recensione concerto Eros Ramazzotti Milano

Milano, Forum di Assago, 12 marzo 2013. Puntualissimo, alle 21 spaccate, Eros Ramazzotti sale sul palco per la prima delle cinque date del Noi Word Tour 2013 a Milano. Entra in scena da solo con la chitarra, lasciandosi andare ad un assolo d’atmosfera, e quando poco dopo parte la prima canzone è subito boato. Il pubblico del forum è impaziente, ha fame di ritornelli da cantare in coro e, complici i gadget in vendita, illumina tutto il palazzetto con luci rosa e azzurre. Il palco invece si sviluppa in larghezza, proponendo una una forma perfettamente simmetrica sovrastata da una struttura romboidale composta da schermi.

La prima impressione è che Eros e il suo pubblico vogliano due cose diverse. Il primo si lascia andare volentieri ai momenti strumentali o comunque musicali, suonando lui stesso la chitarra, lasciano spazio ai pregevoli inserti di sassofono e regalando la scena alle coriste, con cui si diverte a duettare. È sempre lui il padrone di casa ed è evidente come sia perfettamente a proprio agio (anche troppo) sul palco. Ma le persone presenti sembra che vogliano solo le canzoni, specie i vecchi singoli, che vengono cantati come se il forum avesse una sola voce.

La prima parte del concerto si destreggia tra queste due esigenze. Ramazzotti dosa con sapienza qualche excursus strumentale e i successi passati, e il pubblico è talmente impaziente di cantarli che spesso l’artista romano si zittisce e lascia far loro. Tra una canzone e l’altra Eros si prende il tempo per scambiare qualche battuta con il pubblico, scherza come se fosse una rimpatriata tra vecchi amici, chiede come sta andando la partita del Milan, si concede addirittura una battutina su Berlusconi («Se il Milan perde starà in malattia un’altra settimana»). È a suo agio sul palco come chi non ha nulla da dimostrare. Anche troppo, ripeto.

Verso metà concerto arriva L’aurora eseguita solo chitarra e voce, in uno dei momenti più intensi del live. Il pubblico canta con una precisione tale che viene da chiedersi se abbiano partecipato anche loro alle prove. La seconda parte del concerto scende un po’ di tono, non tutti i pezzi nuovi fanno presa sul pubblico, composto in gran parte da donne o da coppie, e ci si avvia verso la fine. Per Un attimo di pace Eros Ramazzotti propone un arrangiamento tendente all’r’n’b ma, complice la scenografia un po’ troppo anni 80, non convince del tutto. Fortunatamente siamo al gran finale e i successoni pigliatutto non mancano.

Prima dei bis arriva Musica è. Un’altra te solo voce senza base musicale, Fuoco nel fuoco in un’improbabile veste word-caraibica e Più bella cosa con un “grazie di esistere” cantato all’unisono da tutto il palazzetto, chiudono il concerto nel migliore dei modi, permettendo al pubblico di tornarsene a casa sazio.

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