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La recensione del concerto degli Europe a Padova

Recensione concerto Europe PadovaPadova, Gran Teatro Geox, 27 ottobre 2012. Il conto alla rovescia è terminato e dopo le serate di Firenze (clicca qui per guardare le foto) e Modena finalmente arriva a Padova la storica band svedese: gli Europe, capitanati dal carismatico Joey Tempest. “This is a strange day: piove e fa freddo, che palle!” esordisce lui tra le risate del pubblico in un misto inglese-italiano, e come non dargli ragione (clicca qui per le foto). Aprono lo show con tre brani tratti dall’ultimo album Bag Of Bones e saranno ben 7 i brani tratti da quest’ultimo lavoro al termine del concerto. Sparano in sequenza Riches To Rags, Not Suppose To Sing The Blues e Firebox.  Joey ripaga l’affetto del pubblico con una carica straordinaria, si muove come un leone sventolando a ritmo la famosa criniera, che col tempo è diventata un po’ più scura rispetto al colore biondo che sfoggiava negli Anni Ottanta. Afferra l’asta con forza trascinandola qua e là per il palco e facendola roteare come un giocoliere e ha una voce pazzesca esattamente come trent’anni fa. Insieme a lui c’è il suo vecchio compagno John Norum, che già dal primo brano si fa riconoscere con un assolo di chitarra degno del suo nome. Alle tastiere Mic Michaeli, altro storico componente della band, a cui vengono affidati le intro che creano la giusta atmosfera. Completano la band John Levén al basso e  Ian Haugland alla batteria, che per tutto il concerto non abbandonerà i suoi occhiali scuri. Anche se di tempo ne è passato da quando imperversavano in cima alle classifiche e nelle programmazioni di tutte le radio, ci  troviamo davanti ad un gruppo che non ha perso grinta, qualità e soprattutto sa trasmettere ancora una forte passione. Nelle due ore ci propongono brani  rock che ci riportano al passato e che fanno cantare il pubblico, come SupestitiousWhat Can I Say e Ready Or Not. Ma anche momenti di grande intimità, come quando si radunano tutti e cinque al centro del palco per la versione acustica di Drink And Smile e  Dreamer, o quando il frontman svedese intona Carrie nel tripudio generale. Joey emana energia positiva e tra una canzone e l’altra continua a rivolgersi simpaticamente ai fan con parole in italiano e battute in slang. Conclude, sulle note di Rock The Night, con una rivelazione: “A Padova abbiamo trovato the loudest, quelli che hanno fatto più casino rispetto alle altre città del nostro tour italiano”. La chiusura è affidata a The Final Countdown e non poteva essere altrimenti… C’è ancora tempo per Joey di scattare qualche foto al suo pubblico entusiasta, ma poi arriva, immancabile, il momento dei saluti e grida alla folla un “Alla prossima!” a cui non possiamo che rispondere formulando un altrettanto entusiasta “Ti aspettiamo!”.

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