Concerti

Recensione concerto Gianluca Grignani Monza Brianteo 12 luglio 2012

Il concerto di Gianluca Grignani del 12 luglio a Monza doveva essere una festa di compleanno un po’ allargata, un regalo a se stesso, per i suoi 40 anni, e ai suoi fan, che lo seguono da quando ne ha 23, e così è stato.

Recensione concerto Gianluca Grignani Monza Brianteo 12 luglio 2012Monza, Stadio Brianteo, 12 luglio 2012Gianluca Grignani l’aveva detto, quando l’ho incontrato un mesetto fa (guarda la video intervista), che il concerto do Monza sarebbe stato anzitutto una festa di compleanno un po’ allargata e così bisogna approcciarlo, senza cadere nella tentazione (o meglio nell’abitudine) di pensarlo come uno spettacolo. Doveva essere un regalo a se stesso, per i suoi 40 anni, e ai suoi fan, che lo seguono da quando ne ha 23, e così è stato. Una fetta della tribuna dello Stadio Brianteo tutta per il pubblico, il palco a ridosso degli spalti, pochi formalismi nel fare pause o cambi di chitarra. E infatti la sensazione è proprio quella di aver invaso il salotto di casa Grignani.

Dopo una scenografica introduzione affidata agli artisti della compagnia Corona Events – che invadono il palco camminando sui trampoli vestiti con abiti che creano giochi di forme e colori (clicca qui per le foto) – Gianluca sale onstage e dà inizio alle danze con una prima parte del concerto elettrica e più rock (clicca qui per la scaletta). Grandi schitarrate ed assoli, salti su e giù dall’amplificatore, la chioma ribelle che ondeggia di qua e di là, Gianluca è veramente scatenato (e con lui la band che ci crede tantissimo, con tanto di capelli rossi per chitarrista e batterista e super cresta per il tastierista) ed il pubblico, che non rimane seduto nemmeno un attimo, lo segue scalmanato sugli spalti, cantando e ballando. Così, travolti da un’ondata di decibel, se ne vanno, tra le altre, Natura Umana, una Falco a metà in versione aggressive e Le scimmie parlanti, che segna l’apice. Arriva infatti poi un momento più tranquillo, che ad una Caruso in assolo in omaggio all’amico Lucio Dalla – in cui il cantautore elettrico (come ama definirsi lui stesso) dà prova di una voce che sa il fatto suo – affianca una Destinazione Paradiso con un ritornello ripetuto più e più volte che coinvolge i fan in un vortice quasi infinito.

Dopo la pausa, è il momento di un set acustico, punta di diamante di tutto il concerto, in cui spiccano The Joker, Sei unica e Cammina nel sole. Quest’ultima vede l’arrivo sul palco dei moderni sputafuoco della Corona Events, che richiamano il titolo della canzone con i loro giochi pirotecnici. Verso il finale, di nuovo una virata verso il rock in un crescendo che alza i volumi e scatena definitivamente il clima festaiolo con L’aiuola, La mia storia tra le dita e La fabbrica di plastica a fare da traino. La mezzanotte è passata già da un po’ e il Brianteo deve spegnere le luci: Gianluca farebbe volentieri le ore piccole andando avanti a suonare ma è costretto, a malincuore, a mandare tutti a casa. La festa è finita. Cominciamo a pensare a quella per i 41?

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