Concerti

Recensione concerto Joan Baez Milano Ippodromo 3 luglio 2012

Milano, Ippodromo del galoppo, 3 luglio 2012. Quello che vi sto per raccontare è molto più di un concerto. Avere a pochi metri di distanza Joan Baez, uno dei personaggi più influenti del mondo della musica è un’emozione non indifferente.

Recensione concerto Joan Baez Milano 3 luglio 2012Milano, Ippodromo del Galoppo, 3 luglio 2012. Quello che vi sto per raccontare è molto più di un concerto. Avere a pochi metri di distanza Joan Baez, uno dei personaggi più influenti del mondo della musica, che ha condiviso messaggi, poesie e speranze nei posti più disparati del mondo, è un’emozione non indifferente. In una serata fresca e di luna piena, Joan si presenta come tutti la desiderano: solare, con un turbante arancione che le avvolge il capo, con un entusiasmo contagioso il solito grande carisma. Circondata da un palco scarno, con alle spalle un comodo divano ed una piccola lampada, imbraccia la sua chitarra acustica e ci conduce dolcemente in un mondo pieno di buone intenzioni, racconti ed un pizzico di magia (clicca qui per le foto).

Scorrono sussurrate Farewell Angelina,The Lily Of The West, Scarlet Tide eseguite con estrema passione, dove la voce impeccabile di Joan segna il passo con personalità e senza sbavature. A contornare la folk singer due sublimi compagni di viaggio, che dettano i tempi fra percussioni soffuse, banjo, mandolino, fisarmonica e uno spettacolare suono di basso. Il primo omaggio è per Dylan, con la ribelle With God On Our Side e It’s All Over Now Baby Blue, il secondo è per Donovan con Catch The Wind. Quello che impressiona è la voglia intatta di contaminare il mondo con parole, gesti e riflessioni fiduciose verso un futuro migliore. Senza inibizioni e con un pizzico di gradevole ilarità, la Baez introduce in italiano ogni canzone e canta i versi che hanno da sempre segnato il suo percorso musicale, dalla guerra in Vietnam nella lontana Woodstock fino alle innumerevoli lotte per i diritti civili.

Non manca un’inaspettata giovane e sconosciuta ospite che esegue con lei alcuni brani in lingua spagnola, suonando egregiamente la chitarra ed accreditandosi con successo a tutto il pubblico. Seguono alcuni dei maggiori successi della lunghissima carriera dell’icona statunitense, da Suzanne a Donna Donna, inframezzate da numerose cover cantate da tutti con entusiasmo e devozione. Bellissimo il tributo alla leggendaria House Of The Rising Sun degli Animals e convolgenti le esecuzioni di Gracias A La Vida e dell’ eterna Imagine di John Lennon a chiudere le circa due ore di show. Il pubblico si alza in piedi, lasciando le scomode seggioline per recarsi sotto il palco a rendere omaggio a Joan Baez: forse, per una sera, ci ha reso ancora più consapevoli. Ora tocca a noi, fin da oggi. We shall overcome, someday.

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