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Ma quindi com'è Justin Bieber dal vivo?

Sabato 23 marzo è arrivato in Italia l’idolo delle ragazzine di mezzo mondo, Justin Bieber. Il concerto di Bologna, l’unico del 2013 nel nostro paese, è stato accolto dal prevedibile entusiasmo della folla di teen ager. Ci siamo andati non tanto per tirarne fuori una recensione, quanto per capire davvero come sia uno spettacolo di Justin.

Recensione concerto Justin Bieber Bologna

Bologna, Unipol Arena, 23 marzo 2013. Le prime scene di isteria si vedono già fuori dal palazzetto. Lacrime, urla e genitori rassegnati con gli occhi al cielo. Tutto giustificato, è il concerto di Justin Bieber, l’idolo del momento. Dentro, l’atmosfera è carica di attesa. Il concerto in apertura di Carly Rae Jepsen, è servito solo a temporeggiare e i Beliebers trepidanti intonano «We want Justin» come un coro da stadio. Nessuno demorde nonostante il personale medico in sala abbia molto da fare per via dei continui mancamenti dei ragazzini nel parterre, schiacciati all’inverosimile.

Quaranta minuti dopo l’inizio previsto si comincia. Un lampo, e sullo schermo inizia il conto alla rovescia, accompagnato da un boato di urla acute da sembrare un coro di topi in stereofonia. I fan sono talmente impazienti che contano troppo in fretta e quando loro in coro sono già allo zero, sullo schermo mancano ancora 3 secondi buoni. Apro una piccola parentesi. Non è un caso che le canzoni trasmesse dall’enorme impianto durante gli ultimi dieci minuti di attesa siano di Michael Jackson. Il principino Bieber s’ispira moltissimo al Re del Pop, come appare evidente dal modo di ballare, e li accomuna la giovane età a cui si sono trovati a calcare i palchi mondiali (a dire la verità Michael lo faceva già da bambino).

L’inizio dello spettacolo lascia a bocca aperta, tra fuochi d’artificio, suoni futuristici e l’ingresso di Justin dall’alto, sospeso nel vuoto grazie a due enormi ali meccaniche (clicca qui per guardare le foto). La figura aerea fa la sua entrata dal piano più alto della scenografia suddivisa in tre livelli, dove c’è un enorme schermo. Al secondo piano abita la band. Batteria-basso-chitarra-coristi più dj/vocalist che si occuperà di incitare la folla (come se ce ne fosse bisogno). Dal punto di vista musicale saranno i poderosi bassi del dj a dettare legge sugli altri strumenti. Il resto del palco, comprensivo di scale, schermi e una lunghissima pedana è territorio del corpo di ballo, che rappresenta il vero centro dello spettacolo. Le coreografie sono impeccabili, avvincenti e ruotano tutte, manco a dirlo, intorno a Justin Bieber. È lui il giusto protagonista dello show, e si dimostra un ballerino provetto: ogni movimento è preciso, studiato per conquistare il pubblico che osserva avido ogni passo del beniamino.

A nessuno importa che ogni tanto la voce tremi o che la chitarra acustica non sia amplificata. Il giovane Justin regala al suo pubblico sogni raccontando la sua storia personale. Ogni canzone è un pezzo della vicenda. La folla viene conquistata dai filmati che lo mostrano bambino nelle prime esibizioni, dalla fuga dai paparazzi-ballerini, dalla giovane ospite scelta casualmente (?) tra il pubblico e incoronata da Justin in persona. Durante il pezzo in acustico la pop star canadese si sistema sulla pedana mobile che lo innalza e lo avvicina agli spalti, raggiungendo tra i Beliebers il record di lacrime e cellulari alzati. Le ragazzine si scaldano, si appassionano, ballano, saltano, piangono e urlano emozionate quando il teen idol si toglie la canotta. Non temete, nulla di esageratamente provocante. La signora accanto mi fa notare che «ha dei bei modi gentili, è un ragazzo carino» dando moralmente il benestare a nome di tutta l’associazione dei genitori.

Tutto è costruito alla perfezione per le ragazzine adoranti, che piangono con una frequenza tale da sospettare che ci siano dei lacrimogeni nell’aria. Justin Bieber è un pezzo di questo meccanismo, sicuramente il principale, il motivo per il quale tutti sono li, ma non lo definirei quello portante. Si attiene al suo ruolo, fa tutto quello che deve fare per conquistare i cuori delle adolescenti. Ma domani il pubblico sarà cambiato, nuove generazioni di idoli saranno date in pasto ai teenager. Le ragazze presenti, ormai ventenni, ricorderanno questo concerto con affetto e una punta di imbarazzo. A quel punto Justin Bieber dovrà essere in grado di tirare fuori personalità e carattere per diventare qualcosa di diverso. Come a suo tempo ha fatto proprio Michael Jackson. Difficile prevedere da questo show se sarà in grado di farlo. Ai posteri, come si dice, l’ardua sentenza.

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