Notizie

Lady Gaga, la recensione del concerto di Milano 2 ottobre 2012

Recensione concerto Lady Gaga Milano 2012Assago (Milano), Mediolanum Forum, 2 ottobre 2012. Arrivo al Forum da quelle stradine in mezzo ai campi che conosco solo io. Parcheggio la Vespa lontano e mi incammino. Un concerto di tale portata è prima di tutto un evento. Nonostante lo sciopero dei mezzi migliaia di persone hanno passato la giornata in coda fuori dai cancelli cantando, ballando, truccandosi e travestendosi per prepararsi all’incontro con il loro idolo. Lady Gaga è senza dubbio un personaggio che non passa inosservato. Basti pensare che nel solo mese di settembre ha lanciato il suo primo profumo (Fame) e si è fatta fotografare indossando solo un bikini giallo, lasciando in bella mostra ogni imperfezione e sbandierando le proprie insicurezze. Il palazzetto è gremito e il parterre pullula di vip. Dall’inseparabile Donatella Versace a Giorgio Armani, passando per Simona Ventura, Nicola Savino, Gianna Nannini, Emma Marrone, Alessandra Amoroso, Rudy Zerbi e Wesley Sneijder. Alle 21 in punto si spengono le luci ed il pubblico esplode in un boato fragoroso. Cade il telo nero e viene rivelata la scenografia: un grande castello medievale plasticoso in stile Gardaland.

Mentre parte Highway Unicorn (leggi la scaletta completa del concerto) si apre il grande portale centrale ed esce una parata di demoni e alieni. Al centro c’è un unicorno nero cavalcato da Lady Gaga in abito nero con maschera nera. Il tono sacrale di questo evento è chiaro fin da subito. A ruota arriva Government Hooker dove a farla da protagonista sono le armi, anche se lo show ancora stenta a decollare. Urla ritmiche e simil-contrazioni pre-parto accompagnano l’uscita/ri-nascita della popstar da una gigantesca mezza bambola di pezza con tanto di cerniera-vagina. Parte Born This Way che finalmente incendia il palazzetto. Lei ringrazia e inizia a parlare, come farà praticamente dopo ogni brano. Incita il pubblico: «You’re the future!» E attacca Black Jesus e Bloody Mary.

Il ritmo è serrato. Parte Bad Romance mentre i ballerini portano sul palco una pietra bianca luminosa dalla quale esce Lady Gaga in abito corto bianco plasticoso e maschera. Sul finale l’artista e i ballerini rimangono fermi immobili mentre tutto il pubblico continua ad intonare le note del ritornello. Nemmeno mezzora di concerto e siamo già alla consacrazione. Lei urla: «Non sono un alieno!» Parla molto, incoraggia e sprona il pubblico italiano. Parla di alieni. Parla di tradimento e fiducia. E chiede: «Voglio la vostra creatività, fantasia, musica ed arte!» Arrivano in fila Judas e Fashion Of His Love. Lady Gaga non fa pause, canta sempre e non stona praticamente mai. Balla, corre e dimena la lunga chioma bionda. Si diverte e fa divertire. Il pubblico ama. Anzi adora.

Per Just Dance viene usato il castello in tutta la sua altezza, mentre alcune parti di scenografia si aprono e si spostano i ballerini si esibiscono in coreografie semplici, pulite e del tutto efficaci. Per LoveGame invece la popstar appare in mezzo al pit con un cappello da Statua della Libertà e un vestito attillato corto nero e di paillettes. Sul finale “tunz tunz” chiama il pubblico a ballare e saltare. Ormai lo show è decisamente decollato. «Ciao Milano!». Gaga ringrazia. Dice di essere italiana e che quindi le piace parlare. Chiama il suo pubblico “bitches”. Ringrazia Donatella Versace per aver disegnato i vestiti che indossa nello show. Parla apertamente di soldi di farsi il culo per potersi permettere di comprare un biglietto per un concerto. E’ grata al suo pubblico e sembra sincera e verace.

Telephone è forse uno dei brani migliori della serata. Tutto il Forum canta mentre lei e i ballerini riprendono la coreografia del videoclip. Per Heavy Metal Lover si presenta alla guida di un chopper in stile Harley in costume di pelle borchiato nero con maschera. Dopo Bad Kids è l’immancabile “momento regali” nel quale la popstar ringrazia i fan ed apre uno ad uno gli omaggi che le vengono lanciati da ogni parte del palco. E più sacrale di questo non potrebbe esserci nulla. Ma il concerto prende una svolta decisamente più intima quando Lady Gaga si siede sul chopper trasformato in pianoforte ed intona Hair e Princess Die lasciando cantare il pubblico ed inframezzando l’esibizione con vari discorsi sulla propria famiglia, sul futuro, sull’uguaglianza e sulla fierezza. Tiene il palco da sola come una vera star. Perchè è una vera star.

Arrivano anche You and I, Electric Chapel ed Americano, pezzo durante il quale entra sul palco appesa insieme a dei quarti di bue e vestita di latex rosso. Ama il suo pubblico tanto quanto il suo pubblico ama lei. E’ l’emblema del Sogno Americano: ce l’ha fatta ed è rimasta quella di sempre. E fa di tutto per dimostrarlo. Poker Face parte senza chiedere permesso, mentre dei tritacarne escono dalle botole. Per Alejandro esce sul palco un divano rosso di pelle con lei sopra in pantaloni militari e reggiseno nero di latex con pistole incorporate. Mentre Paparazzi e Scheiße fanno cantare e ballare anche gli ultimi quattro che ancora erano rimasti seduti. Gaga ringrazia, s’inchina ed annuncia che deve andare ad invadere il mondo…

Dopo la pausa parte The Edge of Glory  dedicata “al mio babbo”. Sulla torre più alta del castello con una tunica blu e oro solo con pianoforte e voce, ma con una forza espressiva devastante, Gaga porta il pubblico a cantare piano e forte con se, finchè scoppia un applausone fragoroso e meritato. L’ultimo brano è Marry the Night, mentre salgono alcuni fan sul palco. L’emozione è a rischio infarto per i fortunati che si trovano a pochi centimetri dalla loro regina. Salta tutto il Forum e salto anche io, che senza vergogna lo ammetto: mi sono divertito! E mi piace pensarla così, la Germanotta, come una ragazza semplice di provincia, di quelle che sanno far divertire una compagnia di amici anche in una qualsiasi serata triste ed inutile. Vestita stravagante ma con un cuore grande così. E mi piace illudermi di aver visto questo stasera una persona ed una musicista che vanno ben oltre quel personaggio così algido che sembra costruito a tavolino. Perché forse Lady Gaga è davvero così: troppo vera per essere vera.

Commenti

Commenti

Condivisioni