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Mark Tremonti in concerto a Milano, è ancora trionfo

Mark Tremonti è tornato a Milano, questa volta in una location più grande rispetto al Tunnel di fine ottobre. Nessuna variazione di scaletta se non nell’ordine dei pezzi. Nessuna variazione anche del risultato finale della serata: un successo! Ecco la recensione del concerto.

recensione concerto mark tremonti milano

Milano, Magazzini Generali, 9 febbraio 2013. Locale più grande rispetto a quello di fine ottobre, stessa band, entusiasmo travolgente e watt a profusione. Mark Tremonti e i suoi soci non hanno fatto prigionieri nemmeno questa volta, a quattro mesi scarsi di distanza il Tremonti Project è ritornato in Italia a grande richiesta. E’ una nazione che ha oramai sviluppato un’empatia irresistibile con il chitarrista di Creed e Alter Bridge e, come già capitato anche con Myles Kennedy (attuale frontman del gruppo di Slash passato anch’egli di recente nel Belpaese), ogni volta che c’è l’occasione i fans tricolori rispondono sempre presente all’appello. Chiaramente la voglia di rivedere gli Alter Bridge quanto prima dal vivo nei confini amici aumenta sempre più, ma la solidità di questo All I Was Tour viene confermata nuovamente dall’appuntamento di una freddissima serata meneghina. Serata… a dire il vero sarebbe più il caso di parlare di pre-serata, dato che alle ore 22 il locale sta già svuotandosi. Il concerto di Mark e compagni è infatti iniziato intorno alle 20:45, roba che al sabato sera è difficile anche solo da immaginare. Tuttavia il pubblico (numeroso, benché il sold-out non si sia verificato questa volta) è già carico a molla e posizionato all’interno della venue, quindi nessun ostacolo per avviare le danze all’ora prefissata.

Tremonti ha probabilmente cantato meno bene rispetto allo show del Tunnel, ma una platea ancora più preparata ha sopperito a qualche carenza sillabando tutti i brani proposti, bonus tracks rispondenti al nome di Gone e All That I Got incluse. Se le prime file erano compresse e maggiormente intente a immortalare sui dannati smartphone qualsiasi smorfia del chitarrista italo-americano (clicca qui per guardare le foto), nelle retrovie si è fortunatamente scatenato un bel movimento sui momenti più veloci e violenti come So You’re Afraid e Wish You Well. Il minutaggio limitato è sostanzialmente l’unico appunto che si può muovere a un quartetto sempre più rodato dalla seconda tournée europea svoltasi in meno di un anno. Chissà se in un ipotetico secondo disco solista Tremonti lascerà più spazio alle ottime doti canore del chitarrista (nonché backup vocal principale) Eric Friedman, dotato davvero di timbrica ed estensione notevoli. Il batterista Garrett Whitlock e il bassista Wolfgang Van Halen (sì, il figlio di Eddie esatto, ndr) confermano di essere una sessione ritmica di assoluto rispetto e dal potenziale ancora tutto da scoprire. Un buonissimo concerto in sostanza, prevedibile e senza grosse variazioni ma comunque intenso, sudato e partecipato.

Scaletta Mark Tremonti

Leave It Alone
Giving Up
All I Was
Proof
So You’re Afraid
Doesn’t Matter
The Things I’ve Seen
Gone
Wish You Well
You Waste Your Time
New Way Out
Decay
All That I Got
Brains

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