Notizie

I Modà si giocano la carta "teen". La recensione del concerto di Milano

Foto-concerto-moda-milano-14-aprile-2013Milano, Mediolanum Forum, 14 aprile 2013. Niente da eccepire al concerto dei Modà di ieri sera. La band milanese ha debuttato nella sua città con il primo dei cinque concerti che terrà qui (il secondo questa sera, clicca qui per il calendario completo del tour) e ad accoglierli hanno trovato un pubblico “più intonato che nelle altre città” per usare le parole di Kekko. Il feeling che li lega ai loro fan si tagliava a fette e altrimenti non avrebbe potuto essere, vista la grande attenzione che i cinque dedicano loro da sempre, non perdendo occasione per ringraziarli del supporto.

Il gruppo si è dimostrato in ottima forma e la voce di Kekko si è dispiegata in tutta la sua potenza senza mai mostrare cedimenti lungo tutta la scaletta (clicca qui per leggerla). Due le ore di concerto in cui lui e i suoi compagni si sono votati ai tanti che hanno riempito la location, passando la maggior parte del tempo sulle tre passerelle che si protendevano nel parterre e che costituivano il nucleo del palco – mentre quello inteso più tradizionalmente era uno spazio decisamente più limitato e dedicato quasi solo al batterista.

Tutto a regola d’arte, ma una volta uscita mi sono ritrovata a fare i conti con qualcosa che non mi tornava. E ho capito che tutto partiva da quello che ci ha raccontato proprio il frontman quando lo abbiamo intervistato qualche settimana fa, poco prima che iniziasse l’avventura della tournée. Ci aveva detto che ai Modà piacerebbe riportare l’attenzione sulla musica, distogliendola da tutto ciò che riguarda le loro vite personali e che purtroppo spesso sembra interessare di più. E, per tornare a me, guardarli su un palco “adulto” come quello di Sanremo o ascoltare i nuovi pezzi – che parlano di sfumature delle relazioni che si colgono più con l’età matura – mi aveva fatto pensare che la parte di pubblico a cui avessero deciso di rivolgersi con Gioia e questo tour fosse un po’ dei trentenni o quasi (numerosi ieri sera), a discapito di quella più teen, per natura la più attenta agli aspetti extra-musicali.

E invece andarli a vedere dal vivo ha significato toccare con mano che i loro show sono ancora fortemente costruiti proprio per chi si attesta sulla fascia dei 15-20 anni: far salire sul palco una fan con cui cantare seduti su un divano, teneramente abbracciati, con tanto di lume di candela, occhi negli occhi, è un espediente scenico che va a toccare certamente i cuori delle giovanissime, ma lascia un po’ così quelli delle più “attempate”.

Enigma risolto: i Modà le carte per far coincidere la maturità personale con quella di parte dei loro afecionados – e non restare così incastrati nel ruolo degli eterni ragazzi – le hanno, si tratta di giocarle o meno. Per il momento hanno deciso di tenersele ancora in mano, vedremo se sceglieranno di calarle sul tavolo in futuro.

Commenti

Commenti

Condivisioni