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Recensione concerto Rival Sons Milano 27 ottobre 2012

Recensione concerto Rival Sons MilanoMilano, Magazzini Generali, 27 ottobre 2012. Il mondo del rock a stelle e strisce è costellato quotidianamente da giovani ed ambiziosi gruppi che cercano fama e gloria rievocando spesse volte echi del passato, ripercorrendo gli inimitabili miti ed eroi del rock blues, alla conquista di un po’ di considerazione di addetti a lavori e fan del genere. Los Angeles inoltre, è uno di quei posti dove la musica ti scorre accanto, ti cattura dolcemente e ti elegge a nuova promessa del rock, senza  nemmeno che tu te ne accorga, portandoti alla ribalta ad una velocità supersonica, facendoti crescere a colpi di innumerevoli ed infuocati live. Sono questi gli ingredienti di una band come i Rival Sons di ritorno a Milano agli sgoccioli di un estenuante tour europeo che da agosto li ha visti on stage praticamente ogni sera.

In un’ambientazione da piccolo club, regno da loro stessi preferito, i quattro di L.A., sfoderano un concerto sanguigno, potente e  ricco di carica emotiva, in cui tutta la loro propensione al live show viene spietatamente messa in luce senza inibizioni, in una splendida combinazione magica di blues, hard rock ed un pizzico e raffinato soul. Trascinati dalla splendida voce di Jay Buchanan, che regge fino alla fine nonostante qualche piccolo calo di fiato, i Sons racchiudono alla perfezione una sorta di bigino dell’hard rock di stampo americano, composto da melodie ricercate, ritmica martellante e romantiche ambientazioni corali.

Dall’apertura snodata dell’ultimo singolo Keep On Swinging fino alla furiosa hit Burn Down Los Angeles cantata in coro da tutto il pubblico, tutto è eseguito con un piglio da veri fuoriclasse ed una corposità di suoni impressionante, con un coinvolgimento live  raro nel genere e degno di marchi di fabbrica pluridecorati. Bellissima la riedizione di Wild Animal ed il pathos creato nell’orecchiabile melodia di All The Way, con la band invita il pubblico a cantare a squarciagola. I bis sono per l’attesissima Pressure & Time, ed un’entusiasmante esecuzione di Soul, un blues sporco e cadenzato che chiude un concerto di sublime bellezza. Oltre ad ascoltare i loro dischi, vi consiglio di non perdere tempo nel ricercare i loro video live su YouTube, e, soprattutto, di recarvi al più presto ad uno dei prossimi loro show: toccherete con mano quanto vi ho raccontato.

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