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Una delusione Marilyn Manson: recensione del concerto con Rob Zombie

Recensione concerto Rob Zombie Marilyn Manson Bologna 12 dicembre 2012Casalecchio di Reno (Bologna), Unipol Arena, 12 dicembre 2012. Il discusso e controverso tour di Marilyn Manson e Rob Zombie Twins Of Evil, ossia i gemelli del male, ha toccato il nostro Paese per l’unica data italiana. Ad aprire le danze alle 20.05 Marilyn Manson, al secolo Brian Warner, che parte con Hey Cruel World tratto dall’ultima fatica discografica Born Villain. E’ chiaro come il sole che il cantante non sia assolutamente al top della sua forma, soprattutto quando al termine di Disposable Teens rivolge poche parole di circostanza al pubblico. Oltre a essere svogliato, il fiato gli finisce già dopo solo due brani. Il “contorno” allo show risulta conseguentemente abbastanza patetico: Manson si presenta vestito da Papa su The Love Song mentre sull’intro di mOBSCENE (fra i migliori momenti della scaletta) rammenta al pubblico presente di quando venne stato arrestato per aver mostrato alla platea i genitali. Esibizione che, per fortuna, questa sera non si è ripetuta. Il momento di esaltazione artistica sopraggiunge solamente a metà set, quando tocca alle cover di Personal Jesus e Sweet Dreams. Dopo l’inquietante ingresso di una ghigliottina sul palco, arrivano a chiudere il set Antichrist SuperStar e The Beautiful People, che rimarcano, se ancora ce ne fosse bisogno, la pessima serata del Reverendo. Una performance di 50/55 minuti che non ha per niente coinvolto i presenti, dove a farla da padrona non è stata l’arte bensì la spocchia con una buona dose di noia. Da dimenticare totalmente.

Alle 21,35, in anticipo di 5 minuti sull’orario comunicato, sale sul palco l’headliner Rob Zombie con band al seguito. A differenza del predecessore, Zombie cerca subito di coinvolgere il pubblico con discreto successo. A giocare un ruolo fondamentale per la riuscita dello show è stata la scenografia del palcoscenico, in continua evoluzione per accompagnarne ogni momento efficacemente. A Sawdust In The Blood e Jesus Frankestein è stata affidata l’apertura del concerto, per favorire immediatamente la diffusione l’atmosfera mefistofelica ed adrenalinica tra la platea. Il pubblico non capisce quasi una parola negli interventi parlati di Rob, ma il cantante non si perde d’animo e continua comunque a farlo partecipare. Ad accompagnare ogni singola canzone ci sono video a profusione proiettati sui ledwall alle spalle della band, molti giochi pirotecnici, grossi palloni rimbalzanti sulle teste dei paganti, coriandoli e, soprattutto un estremo contatto con i fans. Rob Zombie scende nelle prime file, fin qui nulla di nuovo: al termine di Thunder Kiss ’65, un grande classico del periodo White Zombie, decide di fare il giro del palazzetto per avvicinarsi fisicamente alla maggior parte possibile del pubblico che è lì per lui. 65 minuti che si concludono con il trailer del suo prossimo film Lords Of Salem (per chi non lo sapesse, il cantante è anche un regista di film horror) e Dragula, una delle hit maggiori e summa del suo stile musicale.

Twins Of Evil è un tour che rimarrà nella memoria degli amanti dell’industrial/shock rock soprattutto perché ha proposto due performance opposte, che sono state rispettivamente il lato negativo e positivo di un genere musicale controverso e per nulla prevedibile. Peccato per Manson, artista che sul palco sembra oramai aver smarrito definitivamente la bussola. Esperienza e cuore invece per Rob Zombie, alla fine anche un gemello del male può anche avere dei sentimenti…

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