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Sigur Rós in concerto a Milano, vittoria su tutta la linea

Una scenografia semplice ma d’effetto e l’abituale capacità di trascinare lontano dalla realtà gli ingredienti con cui i Sigur Rós hanno conquistato anche il pubblico milanese.

Recensione-concerto-Sigur-Ros-Milano-19-febbraio-2013Assago (Milano), Mediolanum Forum, 19 febbraio 2013. Lo dico subito per evitare dubbi: non sono un fan sfegatato dei Sigur Rós, mi avevano convinto agli inizi con Àgætis Byrjun, ma via via ho perso interesse, senza mai ritrovare lo slancio per seguirli. Nel frattempo, lungo un percorso quasi ventennale, il gruppo di Jónsi ha mietuto più vittime – in senso artistico – di moltissime band più accreditate e predestinate, finendo per permettersi un Forum di Assago piuttosto pieno, con una folla di fan in adorazione e (quasi) in religioso silenzio ad ascoltare gli astratti paesaggi sonori che caratterizzano il loro repertorio.

La curiosità di vederli dal vivo era parecchia, specialmente ora che lo spettacolo può permettersi scenografie semplici ma d’effetto, con un telone opaco/trasparente, a seconda delle luci impiegate, a rendere più misterioso l’inizio del set e un bellissimo schermo per proiezioni video per il prosieguo del concerto (clicca qui per guardare le foto). In totale fanno un’ora e quarantacinque minuti di viaggi a metà tra l’esplorazione spaziale tanto cara ai gruppi inglesi d’inizio Settanta (Pink Floyd su tutti, ma pure certo prog più illuminato) e il post rock degli anni Novanta, a cui spesso la band islandese si è vista accostata.

Aggiungete alla miscela un certo retrogusto Radiohead – vedi Ny Batterì o Brennisteinn – e avrete più o meno la cifra stilistica degli undici musicisti sul palco, sempre tenendo conto di una spiccata attitudine personale che gli ha giustamente permesso il successo quasi di massa di cui godono ora. Prova ne sia il tripudio di applausi alla fine di ogni pezzo e l’attenzione che riescono magistralmente a catturare durante la loro esibizione. Vittoria su tutta la linea.

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