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Steve Harris, the British Lion ruggisce anche in provincia

Steve Harris è tornato a Milano questa volta con la sua band solista e il progetto British Lion, divagazione sentita e appassionata dai solidi binari che gli Iron Maiden percorrono oramai da oltre trent’anni. Ecco la recensione del concerto.

recensione concerto steve harris milanoMilano, Live Club Trezzo Sull’Adda, 27 febbraio 2013. Pochi ma buoni. Allo show dello storico bassista degli Iron Maiden si presenta lo zoccolo duro, anzi durissimo, degli appassionati della Vergine di Ferro. Il locale si riempie circa per un terzo rispetto all’effettiva capienza, ma l’affetto che i convenuti riversano su British Lion, il progetto a cui Steve Harris ha dato vita attraverso un disco di inediti uscito nel settembre scorso, è immenso. Oltre al leader, sul palco ci sono anche Richard Taylor dietro al microfono, David Hawkins alla chitarra e alle tastiere, Grahame Leslie alla chitarra e Simon Dawson alla batteria. La sensazione è quella di assistere a una serata in cui conta solo divertirsi e lasciarsi trasportare dalla musica. Che è effettivamente diversa (in estrema sintesi un hard rock settantiano con qualche asprezza alternative e richiami classic metal qua e là) da quella a cui Harris ha abituato i propri fans, ma proprio per questo deve essere presa per quello che è: una divagazione dal tema heavy in cui però l’artista crede tantissimo: sul palco forse corre meno di quando si esibisce con Dickinson e compagni, ma canta ogni singola sillaba delle canzoni, punta il basso sulla folla come consuetudine e appare davvero carico e convinto come se stesse suonando di fronte alle platee sterminate con cui i Maiden si confrontano da sempre.

Genuinità è quindi la parola d’ordine, gli altri artisti sullo stage fanno il proprio compito e appaiono felici, talvolta quasi increduli, nel poter finalmente girare l’Europa proponendo le composizioni che, a detta dello stesso Steve, sono state registrate su album dopo diversi anni di attesa. Viene proposto il disco di debutto per intero (eccezion fatta per la traccia conclusiva The Lesson), con una cover degli UFO posta quasi in chiusura e qualche nuovo brano regalato a una platea che non ha smesso un attimo di seguire la perfomance. Chiaro, qualcuno avrebbe voluto sentire una chicca dal repertorio Maiden, ma era abbastanza prevedibile che Harris non avrebbe concesso spazio alla band madre. Una serata quindi per fans devoti e ultra affezionati, in cui si è puntato tutto sulla sostanza e nulla sull’apparenza. Per una volta va bene anche così.

Scaletta Steve Harris British Lion Tour

This Is My God
Lost Worlds
Karma Killer
Father Lucifer (New song)
The Chosen Ones
These Are the Hands
Guineas and Crowns (New song)
The Burning (New song)
Last Chance (New song)
Us Against the World
A World Without Heaven
Do You Want It
Judas
Encore:
Let It Roll (UFO cover)
Eyes of the Young

 

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