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Un'esplosione di emozioni tra passato e presente: il concerto dei TARM a Milano

recensione concerto tre allegri ragazzi morti milano 13 dicembre 2012Segrate (Milano), Circolo Magnolia, 13 dicembre 2012. Non ci siamo lasciati scoraggiare dalla neve prevista già per ieri sera: l’evento faceva troppa gola per restare in casa. Il Circolo Magnolia, infatti, ha ospitato uno dei live più attesi di questo inverno per tutti gli appassionati di musica: i Tre Allegri Ragazzi Morti hanno presentato il nuovo Nel giardino dei fantasmi, uscito il 7 dicembre e già considerato da molti album dell’anno (Davide Toffolo, leader della band, poco prima dell’uscita del nuovo disco ce lo ha presentato, qui l’intervista.. Gli ospiti della serata hanno reso il concerto ancora più appetibile: Amour Fou prima e Ninos Du Brasil poi.

I primi sono saliti sul palco puntuali alle 22.00 e hanno scaldato subito l’atmosfera con il loro immaginario, che trae spunto dalla tradizione cantautorale italiana per unirla ad influenze elettroniche. Protagoniste sono state le canzoni del loro terzo album Cento giorni da oggi, che si è confermato dal vivo come un ottimo lavoro nel panorama musicale odierno. Per l’ultimo brano, Forse Italia, il cantante Alessandro Raina è anche sceso tra il pubblico e ha regalato una performance ipnotica, ammaliante.

Ben presto tra il pubblico sono però comparse sempre più maschere bianche che hanno annunciato come fosse l’ora del gruppo di Pordenone, che ha esordito con due brani dal precedente Primitivi del futuro, prima di accompagnarci dentro il loro “giardino dei fantasmi”. Le nuove canzoni conquistano e c’è stato chi già le cantava a memoria. Ma il pubblico è esploso veramente quando sono partite le “vecchie” chicche: Occhi bassi, Il mondo prima, Signorina primavolta, Country Boy. Per un momento mi è sembrato che tutti tornassimo adolescenti. È stata veramente un’emozione urlare a squarciagola i versi che hanno accompagnato quegli anni di passaggio. C’è stato poco tempo per fare i nostalgici, la band si è ritirata in breve dietro le quinte, ma dopo i richiami di rito, Toffolo è tornato ad intonare altre perle del passato. Da solo ha cantato La ballata delle ossa, per poi essere raggiunto dai soci per i quatto brani del gran finale: Quasi adatti, Mio fratellino ha scoperto il rock&roll, Mai come voi, 15 anni già.

A suggellare l’adrenalina della serata, sul palco indoor sono saliti i Ninos Du Brasil: percussioni selvagge, maschere e piume colorate, esplosioni di coriandoli. La loro è stata una performance catartica e sanguigna, liberatoria. Quando siamo usciti, come da previsioni nevicava. Le strade erano silenziose, ma noi sapevamo che le nostre orecchie sarebbero ronzate per giorni.

 

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