Concerti

Recensione concerto Wolfmother Castello Vigevano 10 luglio 2012

Vigevano, Castello Sforzesco, 10 luglio. I Wolfmother incarnano tutte le caratteristiche delle band che stanno tragettando l’hard rock nel terzo millennio. Gran concerto nella splendida cornice del Castello Sforzesco di Vigevano, nell’ambito di 10 Giorni Suonati.

Recensione concerto Wolfmother Castello Vigevano 10 luglio 2012Vigevano, Castello Sforzesco, 10 luglio. Non è dato sapere quale sarà il futuro dell’hard rock nel terzo millennio. Quel che sappiamo è che il difficile compito di traghettare suoni e visioni che hanno ormai  il peso di oltre quarant’anni di storia è affidato a giovani ed intraprendenti band che con pura e genuina ferocia musicale mescolano, creano, manipolano decenni di musica, alla ricerca del magico elisir di lunga vita. I Wolfmother incarnano tutte queste caratteristiche e arrivano nella splendida cornice del Castello Sforzesco di Vigevano, nell’ambito di 10 Giorni Suonati, con la consapevolezza di essere una delle promesse maggiormente accreditate nel mondo delle sonorità più dure e sfrontate.

Pur non avendo recenti uscite discografiche all’attivo, il quintetto australiano, già apparso in Italia circa un annetto fa in un piccolo club nelle vicinanze, convince appieno ancora una volta, trascinato dalla furia demoniaca del leader Andrew Stockdale con un live straripante e coinvolgente (guarda le foto). Nonostante il rivoluzionario cambio di formazione, la band sembra avere trovato la giusta compattezza sul palco: un devastante sound vintage ed una tecnica di esecuzione muscolosa e di effetto – con una corposa aggiunta di tastiere ed armonica – fra sfumature stoner ed un pizzico di psichedelia, danno vita ad un mix vincente. Il gruppo esegue tutti i maggiori successi del  breve ma intenso curriculum musicale, da Love TrainDimension e White Unicorn del pluripremiato album d’esordio, a California Queen e Cosmic Egg dell’ultimo disco.

Il vero punto di forza è l’arrangiamento dal vivo di quasi tutti i pezzi, che dà spessore e corpo ai brani coinvolgendo anche il fan più esigente, fra accelerate brusche e nervose e rallentamenti cadenzati. Sono di particolare impatto le versioni di New Moon Rising cantata a gran voce dal pubblico e quella di In The Castle, resa ancora più suggestiva dalla location. E’ invece scontata la dedica alle ragazze italiane di Woman, uno dei pezzi più esplosivi di tutto il concerto (e a mio parere di tutto il loro repertorio) e prorompente  la velocità supersonica di Apple Tree, brano dalle esplicite sfumature sabbath. In chiusura, nel tripudio generale, arriva la tanto acclamata Joker And The Thief, che vale alla band di Sidney una meritata ovazione finale. Merita poi una menzione speciale anche la performance dei Bud Spencer Blues Explosion, che hanno aperto lo show dando prova della bravura che ne sta decretando il successo.

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