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Florence And The Machine a Milano, talento e leggerezza

Recensione Florence and The Machine Milano 2012Assago (Milano), Mediolanum Forum, 20 novembre 2011. Pare tanto fredda e compassata, Florence Welch, nelle foto patinate che la ritraggono in posa, come una diva anni ’30 appena uscita da un quadro di Tamara de Lempicka. Invece la cantante dalla chioma di fuoco è un allegro folletto hippy che se la spassa da matti sul palco, come ha dimostrato ieri sera a Milano, per l’unica data italiana dell’ultimo tour di Florence And The Machine. Altro che stile etereo: davanti a un Mediolanum Forum stracolmo fino all’inverosimile di gente venuta da tutta Italia, è uscita fuori l’anima festaiola di questa ragazza così a modo e tanto carina.

Punto focale della scaletta, ovviamente, le canzoni dell’ultimo album Ceremonials, a partire dall’apertura con Only If for a Night, seguita dalla bellissima ed evocativa What The Water Gave Me. Originale la messinscena, con una sorta di grande vetrata in stile liberty su cui vengono proiettate di volta in volta immagini diverse, e le luci che creano un’atmosfera molto intima. E pure Florence, con i capelli raccolti in una treccia stile contadinella bavarese e un vestito svolazzante nero-porpora, sembra una statuina liberty con la molla (guarda le foto). Infatti non smette di saltellare un solo istante su e giù per il palco, incita il pubblico, si sbraccia continuamente per salutare tutti, ma proprio tutti i presenti, senza mai smettere di sorridere e di dire “Grazi Milano!”. Come si fa a non volerle bene?

È proprio simpatica la Welch, anche quando chiede al pubblico di cantare con lei Heartlines, salvo fermarsi dopo pochi secondi e ricominciare perché “mi dimentico sempre le parole”. E al contempo, si muove sul palco con una grazia quasi ingenua, un cigno danzante che incanta con la sua inconsapevole eleganza. Le canzoni mettono a dura prova la sua voce, sono studiate apposta per vocalizzi estremi ma Florence ce la fa e stupisce per la bravura, ben supportata da tre coristi: insieme, in una versione acustica, quasi gospel, per solo voce e piano di Leave My Body regalano una piccola meraviglia. Sorprendente la super hit You’ve Got The Love, cantata per metà da Florence accompagnata dal solo organo, molto dolce, per poi esplodere in tutta la sua vena dance. Molti pezzi si prestano a cori veramente “da stadio” e il pubblico si scatena, come in Spectrum o Shake It Out, primo dei bis. Molto bella Rabbit Heart, con continui cambi di ritmo e splendida No Light, No Light, con un’alternanza tra momenti di mistica quiete e potenza strumentale, scandita all’inizio dalla stessa Florence a colpi di tamburo (leggi qui la scaletta completa).

Tra le chicche, il recente singolo in collaborazione con Calvin Harris, Sweet Nothing, qui addomesticato e stravolto dalla sua versione disco in una quasi struggente. E un’esibizione così appassionata e divertente, non poteva che terminare con una scatenatissima e urlatissima (dal pubblico) Dog Days Are Over, in cui anche i seggiolini del Forum si sono messi a ballare, perché resistere alla sua carica era davvero impossibile. Quando talento e leggerezza vanno a braccetto, non può che uscirne un gran bel concerto.

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