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Recensione I Soliti Idioti Milano Teatro Arcimboldi 21 maggio 2012

Milano, Teatro degli Arcimboldi, 21 maggio 2012. Mancano pochi minuti allo spettacolo dei Soliti Idioti e sono comodamente seduto in poltrona “schiacciato” tra uno dei Club Dogo e due noti deejay radiofonici.

Recensione I Soliti Idioti MIlano 2012Milano, Teatro degli Arcimboldi, 21 maggio 2012. Mancano pochi minuti all’inizio dello spettacolo dei Soliti Idioti – oltre due ore in totale – e sono comodamente seduto in poltrona “schiacciato” tra uno dei Club Dogo (alla mia destra) e due noti deejay radiofonici (alla mia sinistra). Passo i minuti che restano, e poi tutto l’intervallo, a spostarmi per dar modo a loro di farsi fotografare e firmare una lunga serie di autografi. La dura legge del successo, mi viene da pensare mentre mi godo l’irrinunciabile anonimato, e non appena inizia lo show mi domando quante volte tocchi questo rituale a Francesco “Nongiovane” Mandelli e Fabrizio Biggio. A giudicare dal boato che accompagna ogni cambio di scena e di personaggio, dovrebbero essere parecchi perché il pubblico degli Arcimboldi – 2400 paganti, tutto esaurito – non smette un attimo di rumoreggiare e accompagnare con urla e cori tutte le gag e i tormentoni del duo comico di MTV.

Nonostante, lo ammetto con grande candore, molte delle battute mi paiano un po’ forzate e non proprio esilaranti, il tempo scorre velocemente e i due si confermano una perfetta macchina da risate (per tutti gli altri), coi tempi comici giusti, alcune macchiette azzeccate e un’intensità fisica più simile a quella di un concerto rock che a quella di uno spettacolo teatrale. E qui sta il punto di forza de I Soliti Idioti, ovvero la commistione tra uno show classico e la forza di una band live, che accompagna i momenti più creativi e permette a Mandelli e Biggio di sbizzarrirsi anche al microfono come due veri frontmen. Abituato alla dimensione concerto coi suoi Orange, è soprattutto Mandelli il mattatore della sezione musicale, accompagnato da un gruppo che mostra grande affiatamento e sicurezza.

A conti fatti, però, il pubblico è a teatro soprattutto per vedere Niccolò e Gigetto (quelli di «mamma escoooooo» se avete un minimo di familiarità con la serie televisiva), Ruggero De Ceglie e suo figlio Gianluca («dai cazzo») e per i nuovi arrivati (e oggettivamente irresistibili) Patrick e Alexio, giovani milanesi di periferia che usano solo quattro vocaboli in tutto lo sketch. Alla fine è standing ovation e lancio di magliette griffate dal palco, con decine di ragazzini in fila per accaparrarsele. Prima di farsi fare autografi e foto ricordo con i miei vicini di poltrona, ovviamente.

Guarda le foto dello spettacolo de I Soliti Idioti a Milano.

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