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Recensione Noel Gallagher Heineken Jammin’ Festival 5 luglio 2012

Rho, Fiera Milano Live, 5 luglio 2012. Attesissimo nella prima giornata dell’Heineken Jammin’ Festival, Noel Gallagher è salito sul palco alle 19.50.

Recensione Noel Gallagher Heineken Jammin' Festival 2012Rho, Fiera Milano Live, 5 luglio 2012. Nome grosso della prima giornata dell’Heineken Jammin’ Festival, Noel Gallagher è salito sul palco alle 19.50 (clicca qui per leggere la scaletta). Occhiali da sole, camicia, chitarra a tracolla e l’immancabile anello. L’attacco è affidato a (It’s Good) To Be Free, canzone d’apertura ormai di tutti i concerti di Noel. Il pubblico risponde bene, anche se è difficile dire quanti siano qua per l’ex Oasis. A dire la verità sembra che tutti aspettino soprattutto i Red Hot Chili Peppers (leggi la recensione). Lui non parla e tira dritto, Mucky Fingers vale più di mille saluti. Sotto i colpi di Everybody’s On The Run la gente comincia a ballare, anche se il concerto fatica a decollare. Soprattutto i pezzi del suo primo album solista Noel Gallagher’s High Flying Birds non riescono a coinvolgere del tutto i fan, escluse le hit.

If I Had A Gun, The Death Of You And Me e What A Life sono dei buoni brani, la gente li canta, ma si fa fatica a ballare, abbracciarsi e sudare. Come un buon concerto richiede. Il sole cala e comincia a sentirsi l’odore dei classiconi degli Oasis. Noel si lascia andare ai saluti di rito, ringraziamenti e frasi di apprezzamento, per poi infilare gli ultimi tre pezzi. Il pubblico si esalta alle prime note di Whatever, pensando a Wanderwall, che però non arriva. Little By Little e Don’t Look Back In Anger chiudono il set nel delirio di tutta Fiera Milano Live, che solo per questo finale si concede completamente all’inglese. Troppo grande il passato degli Oasis per poterlo trascurare. Finito il set, resta l’amaro in bocca per un concerto suonato bene ma poco sentito. Comunque meglio di Liam, che l’anno scorso non si spostò dall’asse del microfono neanche per sbaglio.

Noel Gallagher è salito sul palco dopo che nel pomeriggio si erano esibiti DestrageNo More SpeechEnter Shikari e Pitbull. Bravi i primi due, vincitori dell’Heineken Jammin’ Festival, ma è con il gruppo metal britannico che  l’Heineken Jammin’ Festival – per la prima volta di scena a Rho – ha preso il via. Partenza delle migliori, con il frontman Roughton “Rou” Reynolds che ha fatto di tutto. Ad inizio set è sceso nel pit giocando con il pubblico – tanta la gente che già nel pomeriggio affollava la Fiera – lanciando il microfono e saltandone poi il filo. È stato solo l’inizio, perché lo show sul palco è stato della stessa potenza, fino al gran finale, quando Reynolds è tornato fra il pubblico, a pogare. Si, a pogare. Forte.

Pitbull, invece, è stato al centro di un piccolo mistero. Il rapper, infatti, è salito sul palco con quasi mezz’ora di ritardo. La sua esibizione era prevista per le 18.20, ma si è dovuto aspettare le 18.45 per vederlo onstage. Poi lo show è iniziato e Rho si è trasformata in un’enorme dancehall. Da segnalare le citazioni di classici del rock, tra cui  Are You Gonna Go My Way di Lenny Kravitz e Sweet Child O’ Mine dei Guns N’Roses, che rafforzano la domanda che da tempo ci frullava per la testa. Che diavolo c’azzecca Pitbull con un festival del genere?

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