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Recensione Prodigy Evanescence Heineken Jammin' Festival 6 luglio 2012

Fiera Milano Live, 6 luglio 2012. Day 2 dell’Heineken Jammin’ Festival tra rock ed elettronica, con Il big beat dei Prodigy e il nu metal degli Evanescence.

Recensione Prodigy Evanescence Heineken Jammin' Festival 2012Rho, Fiera Milano Live, 6 luglio 2012. Seconda giornata dell’Heineken Jammin’ Festival all’insegna dell’alternanza tra rock ed elettronica. Il big beat dei Prodigy, l’elettronica dei Chase And Status, l’alternative metal degli Evanescence e dei Lostprophets, l’hard rock dei Seether. Aggiungiamoci la chiusura con il sound system dei Gorillaz e il quadro è completo. Il pubblico non ha risposto in massa, complice il meteo non ottimale – ha fatto capolino l’immancabile pioggia, senza la quale un festival non è un festival, che ha probabilmente scoraggiato chi si era riservato di acquistare il biglietto all’ultimo momento.

I Prodigy (clicca qui per leggere la scaletta del concerto) sono saliti sul palco dell’Heineken Jammin’ Festival 2012 accompagnati da un cielo nero – aveva appena smesso di piovere -, una cornice se vogliamo adatta al sound della band di Keith Flint. I loro live sono famosi per la potenza che riescono a trasmettere, trascinando i fan – la maggior parte del pubblico di questa giornata – in una sorta di danza tribale collettiva, e si sono confermati anche questa sera. Per molti non erano gli headliner adatti ad un festival, visto che il loro ultimo album (Invaders Must Die) risale al 2009. E invece, dal punto di vista musicale e in termini di presenza scenica, hanno fatto un figurone. Gli inglesi restano una delle migliori live band del mondo e se n’è accorta la gente di Fiera Milano Live – trasformata in un rave – coinvolta dalla miscela di  big beat, breakbeat e punk che ha coinvolto tutti fin dal’attacco con World’s On FireBreathe (guarda le foto). Ci sono state anche  delle sorprese, a cominciare dai pezzi del nuovo album – prossimo all’uscita – che Liam Howlett e soci hanno presentato in anteprima sul palco dell’HJF 2012: JetfighterThunda Dub, Dogbite e Awol (nei bis). La potenza è la stessa dei classiconi, immancabili anche in questa serata di pioggia. Su tutti, Smack My Bitch Up: fan bagnati fradici in un pogo senza fine. Delirio puro a Rho.

Sorpresa della giornata, almeno per noi, i Chase And Status. Il duo inglese, Saul Milton (Chase) e Will Kennard (Status) – entrambi dj, ma il primo suona la chitarra sul palco -, dal vivo è accompagnato dal volcalist MC Rage e dal batterista Andy Gangadeen. Davanti a proiezioni video a dir poco psichedliche, la band ha offerto un mix di breakbeat, dubstep e rock. E ha funzionato benissimo. Di sicuro hanno apprezzato tutti i presenti, lanciati in balli da dancefloor come in poghi violentissimi. Quest’ultimi soprattutto quando i Chase And Status si sono lanciati in una cover di Killing In The Name dei Rage Against The Machine sorprendentemente riuscita. Un’ora di set molto buona, degna introduzione ai Prodigy – di cui il duo inglese è certamente fan. Perdonate l’ignoranza, ma proprio non ce l’aspettavamo.

Alle 18.35 è toccato agli Evanescence salire sul palco. Straordinaria come sempre, Amy Lee ha entusiasmato il pubblico con il suo carisma e la solita impeccabile voce, ai limiti della perfezione. Inizio in quinta per il gruppo di Little Rock (Arkansas, USA), con le hit What You Are e Going Under, poi una carrellata di pezzi (leggi la scaletta) tratti dal repertorio e dall’ultimo eponimo album – uscito a ottobre 2011 – fino alla chiusura con Bring Me To Life. Compatto e preciso il suono di tutta la band: è un peccato che gli americani siano stati accolti da un pubblico poco numeroso, si è trattato senza dubbio di uno dei migliori set visti fin qui all’Heineken Jammin’ Festival. Ma chi c’era se l’è goduto, non ci sono dubbi.

Decisamente carichi anche i Lostprophets, band inglese dalle sonorità metallare forse più adatta per un Gods Of Metal che per un Heineken Jammin’ Festival. In ogni caso, buon set: 11 brani in totale per 50 minuti di live, tiratissimo e senza pause. Altrettanto tosto il live dei sudafricani Seether. Hard rock più classico e gran talento vocale del cantante e chitarrista Shaun Morgan. Nel pomeriggio, il palco di Fiera Milano Live aveva ospitato il reggae dei cremaschi Good Vibe Styla e il rock del croato Ivan Mihaljevic, entrambi meritevoli vincitori dell’Heineken Jammin’ Festival.

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