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Recensione Red Hot Chili Peppers Heineken Jammin' Festival 5 luglio 2012

Rho, Fiera Milano Live, 5 luglio 2012. Attesissimi headliner della prima giornata dell’Heineken Jammin’ Festival, i Red Hot Chili Peppers sono saliti sul palco alle 21.45, osannati dai 20.000 della Fiera.

Recensione Red Hot Chili Peppers Heineken Jammin' Festival 5 luglio 2012Rho, Fiera Milano Live, 5 luglio 2012. Attesissimi headliner della prima giornata dell’Heineken Jammin’ Festival, i Red Hot Chili Peppers sono saliti sul palco alle 21.45, osannati dai 20.000 della Fiera – quasi tutto il pubblico aspettava solo loro, nonostante la presenza in cartellone di un artista come Noel Gallagher (leggi la recensione dello show dell’inglese). Con la formazione tipo dei concerti post I’m With YouAnthony Kiedis alla voce, Michael Flea Balzary al basso, Chad Smith alla batteria e Josh Klinghoffer alla chitarra, con l’aggiunta di un percussionista e un tastierista – i californiani hanno offerto il solito show energico, anche se piuttosto corto, mettendo in mostra tutti i gioielli della corona: la straordinaria potenza della sezione ritmica (Chad e Flea sono tra i migliori interpreti al mondo dei rispettivi strumenti), un repertorio che poche band possono vantare e la vitalità di Josh, di gran lunga il più scatenato sul palco – del resto è il più giovane. Nonostante abbia raccolto un’eredità pesantissima, Klinghoffer è assolutamente da promuovere.

Assente ingiustificato della serata, Anthony. Probabilmente infastidito da problemi alle spie che lo hanno tormentato per tutto lo show – non poteva sentirsi, e per fortuna non si è accorto dei 3 minuti buoni in cui la parte sinistra dell’impianto (guardando il palco) non ha funzionato – Kiedis è rimasto nell’ombra, defilandosi il più possibile. Al di là dei suoi noti problemi d’intonazione, è mancato in temini di prestazione fisica, se così la vogliamo chiamare. Si è mosso poco, più per parlare con i tecnici di palco che per ballare. Che comincino a pesare le 50 primavere? In ogni caso, del ruolo di frontman si è fatto carico Flea, perfettamente a suo agio nei panni dell’intrattenitore. Sue le uniche parole che i RHCP hanno rivolto al pubblico di Fiera Milano Live. «Il nostro cuore è pieno d’amore ed è tutto per voi» ha detto ad inizio show. Dopo, di tanto in tanto, si è divertito a urlare comici versi nel microfono – vedi la presentazione del socio ritmico Chad. Il pubblico ha apprezzato, Flea è un personaggio unico, uno spettacolo nello spettacolo.

Sedici brani in totale (leggi la scaletta), non sono molti, ma i festival impongono tempi diversi dai concerti. Partenza con Monarchy Of Roses e chiusura con Give It Away, proprio come i live al chiuso di dicembre. In mezzo la scaletta ha regalato un paio di sorprese: Power Of Equality, che insieme a Under The Bridge ha reso omaggio ad uno dei migliori album di sempre dei Peppers (Blood Sugar Sex Magic, del 1991), e Fire, frenetica cover di Jimi Hendrix – già proposta in passato, mancava da un po’Per il resto, una carrellata di hit. Insieme alla potenza ritmica, irresistibile anche per un palo della loce, è questo aspetto a rendere i californiani uno dei migliori act in circolazione a livello mondiale: possono permettersi di suonare, per qualche ora, solo successi. Oltretutto hanno cartucce da sparare per diverse generazioni. I trentenni hanno apprezzato le cose più vecchie, i ventenni i successi da Californication in poi. Ecco perchè, anche in un momento difficile per i concerti in Italia, sono riusciti a portare 20.000 persone all’Heineken Jammin’ Festival. E le hanno mandate a casa felici.

Clicca qui per guardare le foto del concerto.

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