I Red Hot Chili Peppers che abbiamo visto a Berlino sono in forma come ai bei tempi

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Kraftwerk Berlin, Berlino, 6 settembre 2016. È stato un duro lavoro ma qualcuno doveva pur farlo. Sì, perché noi di Onstage siamo volati in Germania per capire se la band che ha fatto la storia del funk rock americano sul palco ha ancora la stessa carica di un tempo. E lo abbiamo fatto (anche) per voi. Ironia a parte, con gli amici di RDS (promotori dell’iniziativa #RDSWorldTour) ci siamo goduti l’esclusivo concerto dei Red Hot Chili Peppers alla Kraftwerk Berlin, ex centrale elettrica ora suggestiva location per eventi e live. Un assaggio di quello che ci aspetta in Italia tra poco più di un mese, prima a Bologna (l’8 ottobre) e poi a Torino (10 e 11).

Non poteva esser scelto un posto migliore per ospitare un evento del genere. La Kraftwerk Berlin racchiude la storia e il passato di questa città, un luogo che negli anni è cambiato trasformandosi in qualcosa di nuovo e al passo con la modernità, ma che al tempo stesso ha mantenuto marcatamente la sua identità, la sua essenza. È quello che è successo ai Red Hot Chili Peppers. Non sono più quelli di Blood Sugar Sex Magik e nemmeno quelli di Californication, come è naturale che sia, ma il loro inimitabile stile, quello che già dalle prime note di un pezzo ti fa pensare “chiaro, sono i Red Hot”, è più vivo che mai. Un percorso che l’ultimo album The Getaway, pubblicato il 17 giugno, ha mostrato chiaramente. L’undicesimo disco dei californiani affronta nuovi temi con testi più introspettivi e meno “sesso, droga e rock and roll”, con sonorità se non totalmente nuove sicuramente diverse, eppure non tradisce l’identità musicale dei Chili Peppers.

Puntuale come è naturale che sia in Germania, alle 20 inizia lo show. Chad è il primo a fare il suo ingresso sul palco, dopo pochi secondi lo seguono Anthony, Flea e Josh. S’inizia con una jam session di cinque minuti abbondanti, puro godimento per orecchie e occhi (guarda il video). Può sembrare azzardato affermalo a concerto non ancora ufficialmente iniziato, ma i quattro sono in ottima forma, lo sono eccome. A confermare la mia (e in generale quella del pubblico) sensazione ci pensa la tripletta formata da Can’t Stop, Dani California e Dark Necessities: una botta di adrenalina che travolge e trascina ogni singolo spettatore. Quest’ultima dal vivo suona benissimo, come del resto anche gli altri pezzi del nuovo disco (The Getaway, Go Robot, Sick Love e Goodbye Angeles), che si legano benissimo alle classici dei RHCP (Californication, Otherside, By The Way). Tra un brano e l’altro c’è sempre lo spazio per qualche jam session: oltre a testimoniare quanto ancora piaccia loro suonare, mostrano l’antico grande affiatamento tra i membri del gruppo. Josh Klinghoffer compreso, anche se quest’ultimo in alcuni momenti sembra faccia fatica a tenere la scena come i suoi compagni.

La capacità di darsi sul palco di Anthony Kiedis e la sua fisicità (tranquille/i, gli addominali scolpiti sono sempre al loro posto) ben compensano i momenti in cui la sua voce fa un po’ fatica. Flea è il solito mattatore: un folletto scatenato (e platinato) che dà l’anima sul palco, facendo vibrare le corde del basso con tutta la sua classe. Sullo sfondo Chad Smith, uno che starebbe simpatico anche a un alieno, e non solo per il tiro con cui fa “cantare” la batteria.

Un plauso anche al pubblico tedesco: seppur non caciarone come quello italiano, incredibilmente rispettoso degli spazi altrui (se vado ad un concerto rock e sono alta un metro e sessanta non vuol dire che siate autorizzati a calpestarmi) e a suo modo incredibilmente caloroso. Menzione d’onore al techno vichingo che si è reso protagonista nel parterre: due metri di uomo, dal lungo capello biondo, che per tutta la durata del concerto (poco più di un’ora e trenta) ha ballato con la stessa grazia e passione di Roberto Bolle alla Scala.

Evento esclusivo e location da brividi. Ok. Ma la notizia importante è un’altra: i Red Hot Chili Peppers sono ancora in forma come nei momenti migliori. Tenetevelo a mente in vista dei concerti italiani.

Scaletta concerto Red Hot Chili Peppers Berlino 2016

Intro Jam
Can’t Stop
Dani California
Dark Necessities
Otherside
Tell Me Baby
The Getaway
Snow ((Hey Oh))
Go Robot
Californication
Look Around
Soul to Squeeze
Sick Love
By the Way
Lust for Life
(Iggy Pop cover snippet) / Goodbye Angels
Give It Away

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