Renato Zero a Milano, un altro successo per un tour che non finisce mai

Renato-Zero-recensione-concerto-Milano-4-febbraio-2014

Renato Zero a Milano per il primo di due concerti consecutivi al Mediolanum Forum di Assago. Tre ore di spettacolo, emozioni e grande intensità dall’inizio alla fine. Leggi la recensione del concerto.

Mediolanum Forum, Assago, Milano, 4 febbraio 2014. La serie di sold out inanellati da Renato Zero nel corso dell’Amo Tour ha davvero dell’incredibile, tanto che in molti, compreso lo stesso artista, già parlano di uno degli eventi meglio riusciti della carriera del grande cantautore. Il Gran Finale, le date aggiunte all’inizio del nuovo anno per soddisfare i pochi che ancora non erano riusciti a vederlo, non stanno facendo altro che confermare il trend del 2013: palazzetti gremiti di sorcini e karaoke assicurato per più di tre ore di spettacolo.

Renato è senza dubbio un unicum nel nostro panorama musicale e forse lo rimane anche se mettiamo la testa fuori dall’Italia: difficile infatti trovare un personaggio di questo tipo, con tutte queste sfaccettature, in giro per il vecchio continente. Un personaggio che ha fatto della diversità in senso lato una bandiera, che è riuscito a scardinare vincoli che sembravano insuperabili e che ha aiutato l’Italia a fare passi da gigante sulla tolleranza nei confronti del prossimo. È impossibile infatti assistere ad un concerto di Renato Zero senza pensare di dover amare il nostro vicino di posto come noi stessi, così come è impossibile non immedesimarsi con le parole di almeno uno dei suoi pezzi, o ritrovarsi in uno dei personaggi delle sue storie. Storie comuni, che alternano racconti di sesso di gruppo ad altri in cui si parla Pace e di Spirito, tutto raccontato con la stessa naturalezza e senza che si notino le apparenti contraddizioni. Contraddizioni che, in effetti, ci sono state inculcate e di cui è liberatorio sbarazzarsi almeno per una sera.

La carriera, così come la vita di Renato scorrono senza limiti durante lo show, che si diverte a giocare tra classici e brani più recenti mantenendo un equilibrio perfetto tra ieri e oggi. La band è formidabile e iper collaudata, la sezione ritmica composta da veterani come Lele Melotti e Paolo Costa fa sempre la differenza e la chitarra di Phil Palmer è ormai parte del sound del nuovo corso della carriera di Zero; è però la sezione d’archi che accompagna il gruppo a dare agli arrangiamenti dei brani una marcia in più e a permettere delle sonorità inedite a momenti ultra noti del repertorio.

La scaletta è sostanzialmente la stessa di qualche mese fa, con l’aggiunta di qualche brano dal secondo capitolo di Amo, come la bella Alla Fine, e un pubblico che come di consueto canta i nuovi pezzi come se fossero dei classici. Inutile dire che il finale lasciato a Il Cielo resta uno dei più toccanti della serata, ma quello in cui l’artista pare davvero più commosso è l’unico che non lo vede presente sul palco: la versione techno di Madame, con Renato alla console sul maxi schermo, viene infatti introdotta dai ricordi dei primi concerti milanesi davanti a pochi solitari come lui e, nonostante l’ironia del brano, strappa più di una lacrima.

Anche quando qualche suo discorso si avvicina pericolosamente alla retorica, è impossibile pensare che si tratti di maniera o di una maschera, perché è così evidente la sincerità delle sue parole che i dubbi vengono immediatamente fugati. Lui lo chiede scherzosamente alla fine di ogni concerto, ma è davvero impossibile che la sua gente si dimentichi di lui.

Altri articoli su questo concerto

Commenti

Commenti

Condivisioni