Shawn Mendes non è solo un ragazzino che canta in Rete

Shawn Mendes Milano 27 aprile 2016 recensione
di Denise D'Angelilli
Foto di Francesco Prandoni

Fabrique, Milano, 27 aprile 2016. Ero in taxi diretta verso il Fabrique e il tassista mi ha chiesto: “ma c’è una festa?” io ho risposto “no, c’è il concerto di Shawn Mendes“. Inizialmente la risposta è stata “chi?” ma subito dopo mi ha detto “ah aspetta, l’ho sentito alla radio!”. Questo piccolo preambolo è per dirvi che non avete scuse per non conoscerlo.

Classe 1998, Shawn Mendes ha iniziato a cantare su Vine ed è diventato un fenomeno mondiale. Ha 17 anni e sta affrontando un tour mondiale, il suo disco Handwritten è un piccolo gioiellino e da poco è uscito Handwritten Revisited, ha aperto le date in Nord America di Taylor Swift e il suo nuovo album è quasi pronto per vedere la luce del sole. Due giorni fa per il suo showcase in piazza Duomo ha bloccato il centro di Milano e i fan hanno assediato tutto come ai bei tempi si faceva per TRL di MTV. Per tutti quesi motivi il suo concerto era molto atteso da tutti. Il solito battesimo del fuoco: sì hai la faccia pulita, sei giovane, la radio ti passa, tutti ti amano, ma dal vivo come canti? Sei famoso su Internet, grazie a Internet, e tra chi fa parte della generazione di Internet, ma fuori dalla Rete come te la cavi?

Una manciata di minuti prima delle 21 Shawn si presenta sul palco da solo con la sua chitarra e regala a un Fabrique sold out da mesi un inizio perfetto: Something Big, il brano più energico di tutto il disco, e Life Of The Party, che insieme sono anche i  primi due singoli usciti dal suo disco, quelli che lo hanno fatto conoscere al grande pubblico. Seguono The Weight e Afterlife (che nella parte finale canta senza microfono, regalando ai presenti un momento molto intimo in cui sembra di averlo nella propria cameretta), e sono anche i brani che ci fanno capire che qui qualcuno ha ascoltato parecchio Ed Sheeran. Qualche altro pezzo acustico e poi inizia a fare capolino sul palco la band. Air sul finale si trasforma in Work di Rihanna e il momento tanto atteso da tutti arriva verso la metà dello show: cosa ci sarà nel nuovo disco? Ruin e Like This danno l’impressione che Shawn non abbia più voglia di essere il ragazzino di Vine, si sente una vena di James Bay con un pizzico di John Mayer e una voglia di essere considerato finalmente un adulto, anche se in effetti forse ancora non lo è, ma solo all’anagrafe. Si prosegue senza particolari colpi di scena, il picco massimo sono i soliti ringraziamenti ai fan, doverosi, perché in effetti il seguito che ha nel nostro Paese lascia tutti senza parole.

Il terzo brano nuovo è Three Empty Words e Shawn ci dice di esserci particolarmente affezionato. “Vi chiedo di fare silenzio e di ascoltare per bene il testo, ci tengo molto”. Il suo desiderio non viene esaudito completamente, non è facile calmare i “ti amo” delle fan, ed ecco il punto più importante: Shawn Mendes merita sicuramente un pubblico migliore di quello che ha al momento, un pubblico che si concentri davvero su quello che sta ascoltando e non tanto sulla sua maglietta attillata. Ma lo avrà. Dopo Never Be Alone fusa con Hey There Delilah dei Plain White T’S è il momento del suo brano più famoso: Stitches è completamente riarrangiata per renderlainsieme alla band, ma il risultato finale non è quello che mi aspettavo. Quello che doveva essere il momento migliore diventa invece quello da dimenticare, l’unica pecca di uno show che nel complesso prenderebbe un punteggio molto alto all’esame di maturità.

Shawn Mendes non è solo un ragazzino che canta in Rete, e presto lo capiranno tutti. Forse nel complesso si poteva fare un po’ di più, ma ricordiamoci che, in fondo, ha solo 17 anni.

Clicca qui per guardare le foto del concerto.

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