Gli Skunk Anansie dal vivo sono ancora una garanzia

skunk-anansie-milano-17-febbraio-2016
di Jacopo Casati
Foto di Francesco Prandoni

Ritorno in grande stile in Italia per gli Skunk Anansie. Il gruppo di Skin si è esibito in concerto a Milano all’interno di un Alcatraz esaurito da tempo. Lo show del 17 febbraio 2016 ci ha permesso di testare in sede live un paio di pezzi tratti dell’ultimo album Anarchytechture, ma soprattutto di ascoltare una notevole serie di hit che nella seconda metà degli anni Novanta hanno influenzato una generazione intera.

La scaletta (qui tutti i brani suonati) ha rispettato le attese della vigilia, con tutti i classiconi al posto giusto. Nonostante i puristi dell’alternative rock abbiano da sempre accusato il quartetto di essersi venduto a Mtv troppo presto, la band dal vivo è rimasta una garanzia. La compattezza di Ace (chitarra) e della sessione ritmica Cass Lewis (basso) e Mark Richardson (batteria), è al servizio di una delle più belle voci femminili degli ultimi anni.

Deborah Anne Dyer è questa sera nel suo habitat naturale. La splendida quarantottenne di Brixton sul palco è a suo agio come pochi altri: istrionica, animalesca e scalmanata, oppure riservata e intima, a seconda della necessità della canzone che interpreta. L’interazione con il pubblico italiano, anche grazie alla recente esperienza di Skin alla conduzione di X Factor, è ai massimi storici.

La folla la venera, canta con lei ogni ritornello e le permette di intrufolarsi tra le prime file in più di un’occasione: dopo quattro pezzi Skin ha già fatto stage diving, quindi a metà concerto passeggia sulle teste dei fan facendosi tenere in piedi da loro stessi; infine su Little Baby Swastikkka fa sedere e tacere tutti quelli che ha intorno direttamente da metà parterre. Tutto questo senza perdere una nota, evitare un acuto o tantomeno accusare un po’ di stanchezza.

Il doppio bis comprende anche Secretly, sotto forma di regalo speciale all’Italia, e suggella una serata durata quasi due ore che ha divertito e coinvolto un’audience molto eterogenea, composta da trentenni ma anche da giovani leve, che hanno scoperto la band all’indomani della reunion datata 2009.

La vera pecca dell’evento però è stata la resa sonora. I volumi sono apparsi da subito eccessivamente ridotti, mentre le frequenze basse coprivano spesso i riff di Ace e talvolta le linee vocali di Skin. I problemi sono stati parzialmente risolti dopo i primi sei brani, tuttavia è stato davvero un peccato non potersi godere un live di questo livello con un’acustica quanto meno all’altezza della situazione.

Clicca qui per guardare le foto del concerto.

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