Slayer a Milano: il sorriso dell’inferno

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Gli Slayer si sono esibiti in concerto all’Alcatraz di Milano, concludendo un mini tour italiano di quattro date svoltesi a Padova, Roma e Firenze. Un pubblico di fedelissimi ha calorosamente salutato il ritorno alla discoteca Lombarda dei quattro, che hanno suonato per un’ora e quaranta minuti regalando grande coinvolgimento. Ecco la recensione dello show.

Alcatraz, Milano, 19 giugno 2013. Il contrasto estremo tra il climatizzatissimo locale (roba da polmonite) e l’impressionante afa esterna rendono abbastanza bene l’idea di cosa rappresenti assistere a un set degli Slayer nel 2013. Il volto sorridente di Araya, le sue frequenti risate e interazioni con le prime file, fanno da contraltare alla violenza maligna che il combo thrash metal è ancora in grado di sprigionare sul palco: contrasto estremo dicevamo, ed è proprio questo che sorregge ancora una carriera inimitabile che prosegue oramai da trent’anni senza interruzioni, con un repertorio che può vantare classici come Angel Of Death, Raining Blood, South Of Heaven e War Ensemble.

Perso per strada per tragiche circostanze Jeff Hanneman, lasciato a casa per problemi contrattuali lo storico batterista Dave Lombardo, la band di Kerry King e Tom Araya si è presentata al cospetto di un pubblico non certo abbondante, ma sicuramente carico e appassionato.

Autentici boati hanno accolto le chicche Hallowed Point, Altar Of Sacrifice e Jesus Saves, oltre alle immancabili The Antichrist, Die By The Sword e At Dawn They Sleep. Il materiale più recente è stato comunque ben accolto dai convenuti, Payback ad esempio ha messo in mostra le indiscutibili doti di Paul Bostaph, batterista di ruolo negli Slayer dal 1992 al 2002 e ora rientrato per il tour Europeo. Il signor Exodus Gary Holt è oramai membro fisso della formazione, l’eredità di Hanneman è pesantissima ma i fan lo hanno già abbondantemente accettato da due anni.

Pogo forsennato davanti al palco come da tradizione ma non ultra partecipato come in altre occasioni, tuttavia la serata è stata eccellente e la prestazione del quartetto non ha denotato alcuna sbavatura, regalando grande coinvolgimento a tutti i presenti.

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