Caldo, blasfemia e riff: il rito di Slayer, Carcass e Behemoth al Market Sound di Milano

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di Jacopo Casati
Foto di Elena Di Vincenzo

Il Market Sound di Milano ha ospitato il 4 luglio 2016 uno dei concerti più estremi dell’estate. Slayer, Carcass e Behemoth sullo stesso palco, di fronte a un pubblico non numerosissimo ma sicuramente adorante e deciso a godersi la serata.

Il caldo colpisce duro ma il face painting di Nergal e compagni resiste alla distanza. I presenti si divertono e supportano l’esibizione dei polacchi fin dalle prime battute. Il frontman, che in patria tra le altre cose ha fatto anche il giudice di The Voice, è smadonna felicemente in italiano e regala una performance praticamente inattaccabile. Certo, il black/death metal dei Behemoth potrà non essere esattamente facile all’ascolto, ma è innegabile che dal vivo i Nostri (che hanno già più di vent’anni di carriera sulle spalle) siano una perfetta macchina da guerra.

I Carcass sono uno dei numi tutelari della scena grind, capaci di influenzare l’ondata di death melodico di metà anni novanta e di incidere almeno tre dischi fondamentali per l’extreme metal tutto. Jeff Walker non è più un ragazzino, ma il suo ringhio rimane tra i più distinguibili e apprezzabili di ogni tempo. Vederlo interagire e caricare il pubblico fa piacere, tanto quanto colpisce la precisione con cui la band esegue classici intramontabili tratti da due album manifesto come Heartwork e Necroticism – Descanting the Insalubrious.

Gli Slayer sono headliner di questa serata e sono, manco a dirlo, il vero motivo per il quale quasi tremila persone si sono riversate al Market Sound. Tom Araya e Kerry King (unici due membri rimasti della line-up originale) non riempiono grandi spazi in Italia da almeno dieci anni, tuttavia dal vivo sanno sempre il fatto loro. Gary Holt e Paul Bostaph sono gregari di lusso del compianto Jeff Hannemann e dell’istituzione delle bacchette Dave Lombardo, tuttavia per i primi pezzi i volumi sono talmente bassi da farci domandare se davvero ci troviamo a un concerto metal. Fortunatamente la situazione migliora col passare dei minuti, e i Nostri inanellano una tripletta che lascia diversi feriti sul campo: Mandatory Suicide, Fight Till Death (super chicca per nostalgici estratta da Show No Mercy del 1983!) e War Ensemble dimostrano che la band è in palla anche questa volta.

Rispetto al concerto dello scorso autunno (svoltosi all’interno di un’Alcatraz sold-out) sono leggermente meno coinvolti, ma questo dettaglio alla lunga non influisce granchè quando il tuo repertorio può vantare una serie di hit come Postmortem, Dead Skin Mask, The Antichrist, South of Heaven, Raining Blood e Angel of Death.

La scaletta del concerto degli Slayer
Repentless
Disciple
God Send Death
Mandatory Suicide
Fight Till Death
War Ensemble
When the Stillness Comes
You Against You
Postmortem
Hate Worldwide
Dead Skin Mask
The Antichrist
Pride in Prejudice
Take Control
Seasons in the Abyss

Bis:
South of Heaven
Raining Blood
Black Magic
Angel of Death

Le foto del concerto degli Slayer
Fotografo: Elena Di Vincenzo

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