La furia degli Slipknot si abbatte su Padova

slipknot-padova-2-febbraio-2016
di Jacopo Casati
Foto di Cristina Checchetto

Dopo i due terremotanti concerti dello scorso anno, gli Slipknot sono tornati in Italia. Lo show dei mascherati del 2 febbraio 2016 a Padova, ha ribadito ancora una volta il ruolo dominante della band all’interno del panorama metal contemporaneo. Gran Teatro Geox tutto esaurito, volumi esagerati e un coinvolgimento clamoroso da parte di un pubblico che non ha smesso un secondo di osannare Corey Taylor e compagni.
La scaletta ha confermato le attese della vigilia, presentando un paio di chicche da Iowa (album del 2001), ben amalgamate con una setlist da greatest hits e alcuni pezzi del lavoro del 2014 The Gray Chapter.

Non è cosa usuale, per lo meno da dieci anni a questa parte, poter assistere a uno show degli Slipknot in una location relativamente intima come quella odierna, specie se confrontata con palazzetti da 10mila persone e grandi spazi all’aperto. La scenografia riprende quella del Prepare To Hell Tour del 2015, ma in maniera ridotta e senza fiammate ed esplosioni d’ordinanza. Questa assenza permette al gruppo di puntare tutto sull’impatto frontale e sul dialogo continuo con i propri fan. Ed è proprio grazie alla fisicità e alla vicinanza dei Nostri con il pubblico a rendere speciale questa serata.

Sin dalla partenza con The Negative One, si avverte chiaramente che il putiferio che esplode all’interno di una location veramente gremita, è qualcosa di primordiale, vagamente paragonabile a quegli esordi che chi ha vissuto i loro primi show in Italia (dalle bottigliate al Gods Of Metal 2000 all’Alcatraz stracolmo nel 2002) si ricorda benissimo. E questa energia coinvolgente è la molla che permette a Corey Taylor (leader e attualmente uno dei frontman più intoccabili e rispettati di un’intera scena) di sfoggiare una performance vocale di livello come non si sentiva da tempo.

Gli Slipknot sparano un pezzo dietro l’altro, prendendosi pochissime pause e lasciando al cantante i propri momenti di ringraziamento a quella che lui definisce l’audience migliore al mondo, condendo il tutto con le abituali bestemmie che tanto fanno gasare una platea piena di giovani e giovanissime. Se dal lato sonoro la resa non è stata certo impeccabile (non lo è mai stata a dire il vero, proprio perchè la ruvidità dell’impatto è da sempre la prerogativa numero uno del gruppo dell’Iowa), la performance tutto cuore e sudore di questa sera ha convinto anche chi, come il sottoscritto, era uscito scettico dal Forum di Assago solo un anno fa.

Dopo un disco di successo e un tour mondiale che li vede sui palchi di tutto il globo dal 2014, è probabile che per qualche tempo gli Slipknot si prendano una pausa. Corey Taylor potrà rilanciare gli Stone Sour e il resto della combriccola tirerà il fiato. Ciò che è sicuro è che quando torneranno, i Nostri potranno contare nuovamente su un seguito che in Italia nell’ultimo anno ha risposto presente in tre occasioni e in altrettante città. Con queste premesse, il prossimo tour europeo potrebbe anche vederli all’opera negli stadi. Che Iron Maiden e Metallica abbiano finalmente trovato dei degni successori?

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