Tegan and Sara conquistano Milano: «Non lasceremo passare altri 10 anni»

Tegan And Sara Milano 10 novembre 2013

Dopo dieci anni di assenza Tegan and Sara tornano a Milano portando le canzoni dell’ultimo Heartthrob. La recensione del concerto. (Foto di Francesco Prandoni)

Magazzini Generali, Milano, 11 novembre 2013. Guardando il concerto, non si capisce come queste due gemelle canadesi potessero mancare dall’Italia da così tanto tempo. A sentir loro è passata una decade, ma è comunque difficile trovare qualcuno che si ricordi della precedente visita. Fatto sta che l’accoglienza ricevuta ai Magazzini Generali ha fatto promettere che no, la prossima volta non passeranno altri dieci “fuckin” anni, prima che vengano di nuovo a trovarci. Le due sorelle hanno esordito nel ’99 con Under Feet Like Ours – peccato, nessun pezzo di quell’album è finito in scaletta – e in sette dischi hanno affrontato varie metamorfosi, dal folk all’indie rock. L’ultimo lavoro, Heartthrob dalle sonorità più smaccatamente elettropop e trascinato dalla hit Closer, ha segnato un ottimo riscontro commerciale e ha allargato i confini della band anche ad alcuni paesi europei che finora l’avevano pressoché ignorata – pare che Warner si occuperà di pubblicarlo anche qui da noi, dato che è uscito solo in digitale.

Ma ciò che unisce indistintamente la loro produzione e che emerge dal concerto è la voglia di scrivere canzoni che parlino con naturalezza di situazioni e sentimenti, senza distinzioni di genere (in entrambi i sensi), età o nazionalità. Di fare Pop d’autore, e non è un caso se il pubblico presente conosce tutte le canzoni a memoria: l’attenzione ai testi è fondamentale per amare il duo. Emerge dai brani più acustici come Sentimental Tune o Call It Off, ma anche da quelli più rock come Arrow o Walking With A Ghost (che forse qualcuno si ricorda nella versione fatta dai White Stripes) o da quelle più ballabili come la collaborazione con sua maestà “imperatore-della-dance” Tiesto, Feel It In My Bones.

Si inizia da subito con due canzoni del nuovo album, Drove Me Wild e Goodbye, Goodbye, prima di passare a due vecchi pezzi molto amati come Back In Your Head e The Con, Tegan (o era Sara?) guida i giochi mentre Sara (o era Tegan?) generalmente si occupa dei cori. Ma non è una regola ed entrambe non si tirano indietro davanti ai synth o a imbracciare la chitarra, che anzi sembra essere la cosa che fanno con più naturalezza. Anche i pezzi più vecchi vengono aggiornati ai suoni di Hearttrob comunque molto presente nella setlist con I Couldn’t Be Your Friend, Now I’m All Messed Up, I Was A Fool, Shock To Your System, How Come You Don’t Want Me. La dedica di un vecchio brano come Nineteen si tramuta per Tegan (o era Sara?) nel momento “la posta del cuore” e in una lunga chiacchierata con il pubblico: «qualcuno di voi ha rotto di recente? Siete stati lasciati? Avete pianto? Per quanto tempo?» e l’inserimento di Sara (o era Tegan?) nel discorso si trasforma in un siparietto comico degno di un duo di cabaret. Si chiude in bellezza appunto con Closer, mentre il bis si divide tra un momento prettamente acustico, come gli esordi del duo, e il gran finale, Living Room, con la band al completo con tanto di batterista vestito da giraffa. Saluti e ringraziamenti, e la prossima volta vediamo di non far passare altri dieci anni.

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