The Kolors in concerto a Milano, una festa di ritmo e genialità (con qualche sorpresa)

Foto-concerto-the-kolors-milano-16-maggio-2016
di Silvia Marchetti
Foto di Francesco Prandoni

Alcatraz, Milano, 16 maggio 2016. Stashers & Kolored in delirio ieri sera all’Alcatraz di Milano. Tutto esaurito e grandi emozioni per l’atteso concerto di The Kolors, band rivelazione del 2015 che, ancora una volta, ha saputo stupire i propri fan regalando oltre due ore di musica live e divertimento. Tra sperimentazione e intrattenimento, Stash Fiordispino e soci hanno dimostrato una incredibile maturità artistica, giocando con coraggio e istinto, da veri alchimisti delle sette note. Saranno anche giovani e usciti da un talent televisivo (si sa, in Italia questa è un’etichetta difficile da togliersi di dosso) ma i tre ragazzi napoletani non hanno alcun timore di essere loro stessi e di portare sul palco tutta l’esperienza e gli anni di gavetta che li hanno fatti diventare il gruppo straordinario di oggi.

Lo spettacolo andato in scena sul palco dell’Alcatraz ha conquistato tutti, grandi e piccini, in fila fin dalle prime ore del mattino per assistere da vicino, vicinissimo, alla performance dei Kolors. Lunghe ore di attesa, oltre a qualche piccolo malore, fortunatamente superato, sono state ripagate abbondantemente con un super concerto dalle mille sorprese. Dall’inizio alla fine, Stash, mattatore della serata, si è scatenato graffiando la sua inseparabile chitarra, accarezzando i tasti di un piano e ruggendo come un leone. É lui il vero fuoriclasse, un animale da palco incontenibile e appassionato. Canta, suona, balla, incita la folla e i compagni, da vero leader. Il suo entusiasmo è sempre contagioso.

Guarda le foto del concerto

Tra scenografie dagli effetti ipnotizzanti, immagini black & white e luci fluo colorate, i The Kolors hanno suonato una scaletta del tutto inedita, miscelando gli ingredienti con equilibrio ma anche con un pizzico di follia (che non guasta mai). Sì, perché i brani che abbiamo ascoltato e ballato ieri sera arrivano perlopiù da lontano, dagli esordi della band, quando ancora Stash e compagni si esibivano in locali microscopici davanti a una manciata di persone. Ora i tempi sono cambiati, il successo li ha travolti, ma le canzoni, da piccoli diamanti grezzi quali erano, hanno trovato nuova luce, grazie anche ad arrangiamenti che ne esaltano testi e sonorità. Il concerto dell’Alcatraz è stato all’insegna dell’elettronica, vestendo di nuovi abiti musicali canzoni come Keep On Smiling, Yeah Yeah Yeah, Twisting e I Don’t Give A Funk (per citarne alcune). I The Kolors hanno pescato le tracce più belle dal loro primo album (I Want), oltre che dall’ultimo disco multiplatino Out, coinvolgendo il pubblico in una grande festa piena di ritmo e di energia.

E se con la super hit Ok tutti hanno cantato a squarciagola, saltando come pazzi con le mani al cielo, la temperatura è decisamente salita con la travolgente The Great Escape e l’elegante No More, con quell’assolo di chitarra finale capace di togliere il respiro e piegare le gambe. Il sound anni Ottanta si è fatto sentire più del solito, l’impronta funk e lo schiaffo rock hanno dato un sapore più deciso allo show. Non sono mancati, tuttavia, momenti più introspettivi e romantici, soprattutto quando il cantautore dal ciuffo ribelle ha intonato Me Minus You, ultimo raffinato singolo della band che sta spopolando in radio e in classifica.

Dopo l’elettrizzante Realize, piccolo capolavoro di suoni e di colori frutto della collaborazione con Elisa, ecco un altro coup de theatre di Stash, che si è gettato improvvisamente a braccia aperte sul pubblico, senza paura di essere divorato dalla folla scatenata (per buona pace degli uomini della sicurezza). Il concerto ha poi continuato la sua marcia trionfale con altri brani coinvolgenti, da Out (con un intro lungo ed elaborato a creare un’atmosfera magica, quasi onirica) a Why Don’t You Love Me, altro singolo che ha fatto conoscere la band al grande pubblico (qui sporcato con suoni più accattivanti e sensuali).

E proprio quando tutti pensavano che la festa fosse giunta alla fine, i Kolors hanno tirato fuori dal cilindro un altro momento di pura ironia: un medley di pezzi storici da cantare in italiano. Stash ha imbracciato nuovamente la chitarra e si è messo in gioco cantando, una dopo l’altra, alcune cover a sorpresa. Io ho in mente te degli Equipe 84, Il tempo di morire ed Eppur mi son scordato di te del grande Lucio Battisti, fino a O’ Sarracino di Renato Carosone e Dammi solo un minuto dei Pooh, tutte rigorosamente in versione rock. I Kolors hanno scherzato col pubblico fino alla fine, senza sosta e senza risparmiarsi un attimo, concedendo, sul finale di concerto, ancora qualche perla. Le ultime battute, infatti, sono state riservate alla versione voce-sax-piano di Diamonds di Rihanna, spaziando poi con It’s Up Tu You e la canzone simbolo della band, Everytime, tra palloncini colorati, abbracci, ringraziamenti e selfie di gruppo.

Dopo un concerto del genere, ai The Kolors possiamo soltanto fare complimenti e lunghi applausi, e dire loro di continuare a percorrere, decisi,  questa strada, con lo stesso sguardo infuocato, con coraggio e voglia di osare. Perché l’Italia, e non solo, ha un gran bisogno di artisti veri, che sappiano sporcarsi le mani, mostrandosi sempre curiosi, appassionati e folli.

Commenti

Commenti

Condivisioni