I Kooks hanno tutto quello che serve per diventare grandi

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Concerto di grande intensità per i Kooks a Milano. Gli inglesi hanno messo in mostra tutte le qualità che possiedono, dimostrando di essere pronti al grande salto. La recensione dello show del 22 febbraio 2015. Foto di Francesco Prandoni

Fabrique, Milano, 22 febbraio 2015. Un miracolo. Il concerto dei Kooks a Milano certifica un miracolo (musicale, s’intende). Un gruppo giovane che suona dal vivo come su disco, forse meglio. Un locale dove si riescono a sentire distintamente le note della chitarra, quelle del basso e la voce del cantante senza che sia tutto un unico suono impastato. E poi oltre 3mila spettatori (tanti ne tiene il Fabrique quando è sold out) di diversa estrazione e stile, dunque non solo hipster ma neppure esclusivamente ragazzine che urlano a prescindere (ma c’erano anche quelle). Insomma, se non un miracolo un unicum a Milano e, in generale, in Italia.

La nostra amata terra è nota per non avere locali adatti a concerti con un numero di persone superiore al migliaio: i palazzetti hanno un’acustica imbarazzante, mentre i club spesso sono costruiti per ballare più che per sentire (dunque privilegiano la sezione ritmica, mentre il resto diventa un unico amalgama sonoro). Il Fabrique in questo senso è una bella scoperta. Ma il meglio lo regala la band britannica: in tempi che hanno certificato la centralità del successo istantaneo e per nulla duraturo di artisti (gruppi o cantanti) trascinati alla ribalta da un’unica hit per album pubblicato, i Kooks dimostrano di avere ben più di quattro canzoni (tanti sono i dischi prodotti dall’esordio con Inside In/Inside Out nel 2006) nel loro repertorio. Hanno

Dieci anni di storia alle spalle cominciano a essere parecchi. Ma i quattro ragazzi di Brighton se li portano benissimo. Posto che sono tutti ancora sulla trentina (avevano solo 20 anni quando hanno sfondato), il loro grande merito è quello di continuare a crescere. Il rock che propongono ha solide radici, dai Rolling Stones ai Police a quel David Bowie dal quale hanno preso il nome stesso della band (Kooks era una canzone del Duca Bianco contenuta in Hunky Dory), ma non è mera celebrazione o imitazione del passato. Sanno bene come usare i suoni campionati senza però eccedere e hanno chiara in testa una cosa: servono le chitarre e serve una solida base ritmica per portare a casa un concerto che si rispetti. E servono le melodie giuste per non essere presto dimenticati e accantonati tra i tanti che ci hanno provato.

Non c’è dubbio che il gradimento del pubblico vada soprattutto alle hit dei primi lavori, che hanno avuto più tempo per conquistare i cuori dei fan, pezzi come Ooh La, See The World e Always Where I Need to Be. Ma le potenzialità dell’ultimo e più raffinato album Listen sono evidenti già con Around Town, che apre il live. Ma anche Bad Habit, Down, Westside, la ballata See Me Now Forgive&Forget vengono accolte benissimo. I cinque ragazzi (per il tour c’è un turnista che li accompagna) si spendono parecchio su un palco molto bello, con numerosi schermi di diverse dimensioni che proiettano video semplici ma efficaci. Il cantante Luke Pritchard è sempre più sicuro ed è uno dei migliori frontman della nuova generazione. Bravo, poliedrico (suona sia chitarra che piano) e ruffiano il giusto, si prende anche onore e onere di restare da solo per un intermezzo acustico – nel quale propone quella piccola gemma che è Seaside, brano di apertura del primissimo album degli inglesi.

Il live scorre veloce e tirato senza alcun calo di tensione, fino a Do You WannaNaïve – insieme l’apice e la conclusione della serata. Scattata l’ora e mezza canonica di concerto, la band saluta e si ritira. Con quattro album ormai alle spalle ci si sarebbe potuti aspettare qualcosa di più. Ed è l’unica pecca. È vero, un live non si valuta dalla durata e la storia del rock è piena di artisti che non hanno lasciato ricordo di sé per maratone musicali (i Nirvana su tutti), ma è un salto di qualità che ai Kooks si può chiedere, vista l’evidente attitudine live della band. Magari al prossimo giro, nei palazzetti.

Guarda le foto del concerto dei Kooks a Milano.

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