Oltre la leggenda del Wu-Tang Clan: i pesi massimi dell’hip hop a Milano

recensione concerto Wu Tang Clan Milano

Sono accorsi in moltissimi a Milano a sentire una delle crew storiche dell’hip hop americano finalmente riunita, i Wu-Tang Clan. La nostra recensione racconta dei momenti di freestyle e dei grandi successi che si sono alternati durante il concerto.

Ippodromo del Galoppo, Milano, 13 luglio 2013. Mettiamola così: il panorama rap mondiale è pieno zeppo di star miliardarie, onesti lavoratori della rima, businessmen prestati alla musica, anche di talenti folgoranti, ma i Wu Tang Clan restano forse l’ultima grandissima crew hip hop. L’ultima, quanto meno, ad aver creato un immaginario così d’impatto – black music, kung-fu, cinema di serie B, misticismo orientale, il tutto condito da personalità debordanti -, capace di consegnare una discreta serie di capolavori ai posteri, sia come gruppo (Enter the Wu Tang: 36 Chambers e Wu Tang Forever, come minimo), che a livello personale, con alcuni incredibili dischi solisti di GZA, Ghostface Killah, Raekwon e Method Man. Insomma, se ben tremila persone decidono di farsi mangiare dalle zanzare all’Ippodromo di Milano e si accontentano di un concerto a volume francamente ridicolo – roba da ascolto casalingo, tanto che quando cantano due o tre rapper assieme la base quasi non si sente – un motivo dovrà pur esserci.

Oltre alla leggenda, però, questa volta c’è davvero la possibilità di assistere a un’esibizione della crew di New York in formazione completa o quasi – escludendo ovviamente lo scomparso Old Dirty Bastard – a celebrazione di vent’anni di carriera ad altissimi livelli. Dopo la buona prova di Noyz Narcos, direttamente da Roma e dal Truce Klan, apprezzato soprattutto dai più giovani, tocca finalmente al Wu Tang Clan: solita breve introduzione con il dj della crew come centro focale e poi, alla spicciolata, ecco entrare gli MC, uno alla volta, pronti per trascinare il pubblico in un viaggio hip hop di grandissima intensità. Al microfono si alternano GZA, Method Man (forse il più in forma), Raekwon, Ghostface Killah, Inspectah Deck, U-God e Masta Killa, mentre l’attesissimo RZA se ne resta in albergo colpito da un brutto attacco d’asma. Tra momenti di grande freestyle e classici del repertorio – Shame On A Nigga, C.R.E.A.M., Reunited e via di questo passo… – l’ora abbondante di show passa via piuttosto veloce, compreso un incredibile assolo di scratch del dj che, a un certo punto si leva le scarpe e manovra i comandi del mixer con i piedi!

Ultima segnalazione per il fallito stage diving di Method Man che atterra male e (pare) passi alla prossima data con un braccio al collo. Poco male, qui a Milano, Wu Tang is forever…

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