Solo il nuovo album di Adele poteva essere più bello del vecchio album di Adele

Adele-25-recensione

Che bello poter usare di nuovo il termine Pop parlando di un album. Inutile negare che negli ultimi anni nel dire “pop” ci fosse sempre il concreto rischio di associare la parola a della musica mediocre. Il ritorno di Adele serve innanzitutto per ridare dignità a un genere che a livello main stream si è appiattito su uno standard fatto di produzioni identiche le une alle altre, e con pochissimo spazio lasciato a variazioni sul tema. Qualcosa di bello nel grande calderone del pop si è anche sentito ultimamente, ma soprattutto in ambito indipendente (e anche lì la voglia di andare fuori dal seminato è poca). Non che Adele si possa definire un’innovatrice, ma lo è almeno nell’avere la forza (più che il coraggio) di scartare molto di ciò che l’industria musicale odierna ci propina tramite radio sempre meno disposte a rischiare. Per il resto Adele non rinuncia al suo gusto incredibilmente e magnificamente retrò.

Il gran giorno di 25 è insomma arrivato. E il nuovo album di Adele si può affrontare con un doppio spirito. A molti, probabilmente a tutti, verrà naturale la tentazione di paragonarlo al precedente 21. Solo che la maggior parte lo farà con un approccio “commerciale” piuttosto che con l’idea di capire se e quale tipo di evoluzione artistica comporti. È scontato pensare alle decine di milioni di copie vendute dal disco di Someone Like You. Ed è altrettanto scontato che ci abbiano pensato anche i produttori di questo nuovo album, e la stessa Adele. Ma c’è una grande differenza tra il pensare “solo” e il pensare “anche” alle vendite. Ecco, bisognerebbe provare ad ascoltare 25 pensando semplicemente alle canzoni e alla musica di 21. Aggiungo che considero personalmente 21 un disco sopravvalutato. Intendiamoci: è un gran bell’album, che contiene alcune delle migliori hit degli ultimi dieci anni, ma questo non lo rende affatto l’album più bello degli ultimi dieci anni, e nemmeno uno dei dieci più belli. Con 21 semplicemente è successo quello che nessuno prevedeva: ha venduto uno scatafascio di copie e quindi non si è più potuto (o voluto) ascoltarlo senza pensare a tutti quei soldi (e di conseguenza critiche e lodi erano a prescindere). Fatta questa dovuta precisazione, anche se sarà per vendite e impatto il disco dell’anno, a un primo ascolto 25 non mi sembra l’album più bello di questo 2015, ma è il più bell’album pop degli ultimi anni. Ed è in ogni caso un album splendido, decisamente migliore di 21. Perché non ha nessun passaggio a vuoto.

L’apertura la conosciamo già tutti. E, ve lo diciamo subito, Hello è la canzone dell’album che più richiama Someone Like You, l’ultima di 21. Come a dire: ricominciamo da dove ci eravamo lasciati. Ma anche: via il dente via il dolore, vi do subito quello che cercherete. Ma come in 21 il secondo brano in scaletta segna subito uno stacco netto rispetto al primo: Send My Love (To Your New Lover) piacerà molto, ma potrebbe fare anche storcere il naso a qualcuno. Perché ricorda parecchio le atmosfere di Single Ladies (Put a Ring on It) di Beyoncé (occhio che tutti parleranno di Taylor Swift perché nei crediti c’è lo stesso produttore, ma non ascoltate mai una canzone leggendo i crediti). Sarà in ogni caso una bomba, con quel ritornello che ti entra in testa e porta Adele in territori più puramente pop (anni Duemila). Ma subito I Miss You ci restituisce una Adele che si muove in un territorio più classicamente suo. Mentre When We Were Young, secondo brano che la cantante ha voluto far ascoltare al mondo, ha l’incredibile capacità di sembrare una canzone uscita dagli anni Cinquanta, ma allo stesso tempo di non essere affatto vecchia. Con Remedy passiamo a un brano nel quale la voce di Adele è unica protagonista, accanto al pianoforte che la accompagna con una melodia molto piacevole, per quanto nel suo insieme sia un pezzo piuttosto scontato. Ma questo la dice lunga sul livello dell’album.

Water Under The Bridge è la hit tra le hit di questo disco, forse anche più di Hello. È una bomba pronta a esplodere nelle chart. E non vi uscirà dalla testa. Non c’è nient’altro da dire. Mettetevi il cuore in pace. Con River Lea si prosegue sulla linea di un pop di classe, con contaminazioni contemporanee per ritmo e utilizzo di cori e synth dopo l’attacco che ha più di un debito con la tradizione gospel. Resta forse la migliore canzone dell’album, con quella voce che non si capisce da dove arrivi. Si tratta della perfetta sintesi tra la Adele di Someone Like You e quella più pop. Chissà come ci sono riusciti. I cori in chiusura aprono al piano e agli archi del brano successivo. Si può dire che Love In The Dark sia una Remedy con più mordente, mentre subito dopo Million Years Ago è l’altra faccia di When We Were Young, con però certi riflessi della canzone francese, da Yves Montand a Edith Piaf. All I Ask è struggente, l’ennesima canzone d’amore per piangere (anche se ha un che di già sentito). Per poi arrivare alla chiusura con Sweetest Devotion.

Dev’essere l’obiettivo di Adele mettere le canzoni più forti in chiusura (la già citata Someone Like You in 21). L’attacco di Sweetest Devotion presenta echi degli U2, ma poi cambia immediatamente grazie a una chitarra pizzicata che insieme al piano crea un’atmosfera celtica alla Caribbean Blue di Enya per accompagnare la voce di Adele a un ritornello di immediato impatto. Una chiusura perfetta per un album di altissimo livello, dove anche le canzoni meno belle (il che non significa che non siano belle, ma solo meno di altre) troveranno estimatori, perché nel suo insieme il disco riesce nel risultato di poter piacere a una platea sterminata di spettatori senza risultare frammentato o troppo eterogeneo. Impressionante, oltre alla qualità delle canzoni, il lavoro di produzione che sta alla base di quello che sarà probabilmente il più grande successo dei prossimi anni. Un album che ha anche il merito di non fare il verso al precedente, ma allo stesso tempo di non snaturare Adele, mostrandone anzi nuove sfumature che non ci erano note. Quelle più marcatamente pop, che potrebbero anche ricordare il sound di altre artiste ma con il pregio di prendere il lavoro di altri e migliorarlo esponenzialmente. Adele ha la capacità di prendere certo pop piatto, scolastico, banale e con testi preadolescenziali e renderlo profondo. Senza rinunciare alla propria identità.

Piccola considerazione finale: ci si lamenta sempre che le canzoni pop parlino troppo di amore e troppo poco di altri sentimenti/situazioni. Il nuovo disco di Adele contiene solo canzoni d’amore. Ma alzi la mano chi se ne lamenterà.

25

Canzoni
Hello Durata: 04:55 Riproduci Acquista dall'album: 25
Send My Love (To Your New Lover) Durata: 03:43 Riproduci Acquista dall'album: 25
I Miss You Durata: 05:48 Riproduci Acquista dall'album: 25
When We Were Young Durata: 04:5 Riproduci Acquista dall'album: 25
Remedy Durata: 04:05 Riproduci Acquista dall'album: 25
Water Under the Bridge Durata: 04: Riproduci Acquista dall'album: 25
River Lea Durata: 03:45 Riproduci Acquista dall'album: 25
Love in the Dark Durata: 04:45 Riproduci Acquista dall'album: 25
Million Years Ago Durata: 03:47 Riproduci Acquista dall'album: 25
All I Ask Durata: 04:31 Riproduci Acquista dall'album: 25
Sweetest Devotion Durata: 04:11 Riproduci Acquista dall'album: 25

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