Onstage

Atoms For Peace Amok recensione

Atoms For Peace Amok recensioneAtoms For Peace
Amok
(XL Recordings)

Il primissimo ascolto di Amok produce un effetto quasi immediato, persino un sollievo: il disco è certamente meglio delle ultime prove targate Radiohead e questo è un buon inizio. Solo un attimo dopo ci si accorge del paradosso, ovvero del fatto che si sta effettuando un paragone che, in teoria, non dovrebbe sussistere. Gli Atoms For Peace, sorta di supergruppo formato da Thom Yorke, dal produttore Nigel Godrich e da Flea (RHCP), con qualche contributo di Mauro Refosco (Forro In The Dark, ma pure i Peppers) e Joey Waronker (Beck, R.E.M.), all’atto pratico risultano principalmente un (bel) capriccio del talentuoso musicista inglese e del suo produttore, i quali hanno approntato un album intero tagliando e componendo tre giorni di registrazioni e jam della band. Il risultato finale, come abbiamo detto, è meglio di quanto prodotto dal gruppo principale di Yorke in tempi recenti, ma purtroppo non si discosta neppure troppo da una strada che ormai sta cominciando ad apparire un po’ scontata e senza sbocchi – quella intrapresa da Kid A/Amnesiac in avanti, a grandi linee. E, tenendo conto che la maggioranza dei fruitori di Amok sarà composta da fan dei Radiohead (anche perché, a dirla tutta, del basso di Flea non è che si scorgano grandi tracce), l’ascolto del disco riserva comunque ottime sorprese qua e là, come Reverse Running, Unless, Judge, Jury And Executioner e la title track. Bel disco, dunque, pur con i dubbi di cui sopra.

 

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI