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Baustelle Fantasma

Baustelle Fantasma recensioneBaustelle
Fantasma
(Warner Music Italy)

Charles Dickens ne cantava tre in un suo celebre racconto. Quello dei Baustelle è uno solo, in esso passato, presente e futuro si compenetrano. Il Fantasma del tempo che scorre, tema centrale intorno a cui si snocciolano i ben diciannove brani del nuovo album del gruppo toscano.
Il seguito de I Mistici Dell’Occidente è un lavoro per certi aspetti diverso e spiazzante, eppure, al tempo stesso, non poteva essere firmato da nessun altro se non dai Baustelle. Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini sono tornati alle origini, a Montepulciano, per registrarlo, in luoghi suggestivi che certamente hanno contribuito a plasmare l’atmosfera evocativa del disco. Il resto lo ha fatto l’orchestra di sessanta elementi di cui si è avvalso il trio per musicare le proprie parole, riducendo al minimo la presenza di strumenti tipicamente “rock”.
Il risultato è un album classico, sinfonico, orchestrale, nelle cui liriche colte sono tanti i riferimenti alla poesia, alla letteratura, alla musica e all’attualità, fino al cinema, che in Fantasma gioca un ruolo importante. Sono infatti le pellicole horror (poteva essere altrimenti con un titolo così?) italiane degli anni 70, di cui Bianconi è appassionato, ad aver ispirato l’artwork del disco e la tracklist, concepita proprio come se fosse un film immaginario, con tanto di titoli di testa, intervallo e titoli di coda.
Allora mettetevi comodi e spegnete luci e smartphone: lo spettacolo del tempo che trascorre sta per iniziare.

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