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Björk – Biophilia

Björk

Biophilia

Universal

Se volessimo azzardare una traduzione del termine Biophilia potremmo provare con “filosofia della biofisica”; le parole che accompagnano i pezzi del nuovo album di Björk hanno a che fare con solstizi, corpi celesti, cellule e parassiti. Se invece volessimo tradurre in poche parole il valore di un lavoro come Biophilia, allora per forza di cose la definizione sarebbe “il modo migliore per sfruttare da un punto di vista artistico la tecnologia che ci circonda”. La piccola islandese, nonostante una carriera in cui si è sempre protesa verso il futuro e l’innovazione, non finisce mai di stupirci: questa volta ha pensato di comporre parte dei brani utilizzando degli strumenti controllabili attraverso un iPad. Il disco stesso – se vogliamo essere limitati chiamiamolo così – è in realtà un’applicazione progettata per il vendutissimo tablet di casa Apple: a ogni pezzo (acquistabile singolarmente) è associata un’esperienza multimediale che può consistere in un’improvvisazione visiva, in un gioco, in un karaoke interattivo, in un viaggio attraverso gli argomenti che hanno ispirato la composizione dei pezzi. Sarebbe stupendo se questo originale metodo di fruizione riuscisse a rendere l’ascolto meno indigesto e facesse assaporare l’incanto anche a chi non è mai riuscito a metabolizzare le ostiche sperimentazioni della (bellissima) musica di Björk.

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