Notizie

Black Rebel Motorcycle Club Specter At The Feast recensione

Black Rebel Motorcycle Club Specter At The Feast recensioneBlack Rebel Motorcycle Club
Specter At The Feast
(Cooperative Music)
Non brilla eccessivamente il nuovo Black Rebel Motorcycle Club. La band ha voluto giocare sul sicuro per Specter At The Feast, senza rischi eccessivi dal punto di vista del songwriting. All’indomani del precedente Beat The Devil’s Tattoo (del 2010), eravamo tutti convinti che il trio avesse ritrovato quella sicurezza e quella freschezza compositiva che risaltava rigogliosa nel bellissimo Howl (2005).

Era forse sbagliato quindi attendersi grosse novità per il successore: Peter Hayes, Robert Levon Been e Leah Shapiro rilasciano un lavoro che sarebbe buonissimo se il mood fosse quello più pestone che si apprezza in brani come Rival, Teenage Disease, Funny Games e Sell It, dove tentazioni quasi stoner rendono molto godibili le distorsioni psichedeliche e seventies. Da citare sicuramente anche Some Kind Of Ghost, ancorata nei tardi sixties con fumi non meglio identificati che avvolgono e affascinano istantaneamente mentre il brano si dipana.

Esperimenti ai confini dello shoegaze (Returning) e ballate folk un po’ troppo eteree (Lullaby o la più compatta Sometimes The Light) lasciano tuttavia piuttosto perplessi, idem dicasi per una tracklist che annovera i momenti più interessanti ben dopo i primi pezzi, che solitamente servono per colpire positivamente l’ascoltatore e che in questo caso non coinvolgono affatto. Sufficienza sicura, ma si poteva fare di meglio.

Commenti

Commenti

Condivisioni