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Black Sabbath 13 recensione

Tremate, tremate i Black Sabbath son tornati

Black Sabbath 13 recensioneBlack Sabbath
13
(Vertigo/Universal)

Ci sono voluti trentacinque anni per riascoltare un album da studio in cui la voce di Ozzy Osbourne sovrastasse i riff e le linee di basso di due mostri sacri dell’hard & heavy come Tony Iommi e Geezer Butler. La reunion dei Black Sabbath in formazione originale annunciata l’11 novembre 2011, lasciando perdere la stucchevole bagarre con l’ex drummer Bill Ward sostituito sul disco da Brad Wilk (Rage Against The Machine, Audioslave), non è stata senza imprevisti: prima la malattia di Iommi nel 2012, quindi la spirale alcol/droga ha nuovamente avvolto Ozzy fino a pochi mesi fa. Ora con l’uscita di 13, diciannovesima release per la leggendaria band di Birmingham, il peggio sembra essere passato.

Ed è quindi tempo di rivolgere lo sguardo verso quei capolavori che a inizio anni settanta furono essenziali per la nascita dell’heavy metal: la prima metà del cd è infatti ricca di rimandi a brani come N.I.B.Planet Caravan e Black Sabbath, proposti e riletti rispettivamente in LonerZeitgeist ed End Of The Beginning. La produzione di Rick Rubin evidenzia il tocco unico di Butler al basso, mentre i riff e i solo di Tony sono ancora marchio di fabbrica affidabile ed emozionante. Ozzy se la cava bene, crescendo traccia dopo traccia, mentre il drumming di Wilk è essenziale e al servizio del pezzo. Nell’epico crescendo di Age Of Reason, nell’irresistibile jam blues Damaged Soul e nella conclusiva sinistra Dear Father c’è il meglio che 13 possa offrire a chi non cerca soltanto (legittime) rievocazioni e riproposizioni di un passato inimitabile.

Un ritorno quindi di tutto rispetto, confezionato da tre leggende assolute della musica pesante ancora capaci a distanza di decenni di scaldare i cuori di milioni di fan e, probabilmente, di chiudere il cerchio di una storia irripetibile iniziata col lavoro omonimo del 1970: negli ultimi secondi del brano di chiusura del platter, la campana a morto e la pioggia che aprivano l’esordio riecheggiano nuovamente per pochi secondi…forse per l’ultima volta…

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