Il miglior disco dei Bon Jovi da dieci anni a questa parte

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Dopo 32 anni, i Bon Jovi si separano dalla Mercury Records. Burning Bridges è, secondo le intenzioni dichiarate dallo stesso Jon, un modo per onorare il contratto fino alla fine. Una sorta di necessità quindi, un peso da togliersi, qualcosa del quale disfarsi rapidamente col minimo sforzo possibile.

D’altra parte basta leggere le prime righe della titletrack per capire il mood di Jon nei confronti della ex etichetta:
Sayonara
Adios, auf wiedersehen, farewell,
Adieu, good night, guten abend,
Here’s one last song you can sell
Let’s call it burning bridges
It’s a sing along as well
Ciao, adieu, good nacht, guten abend
Play it for your friends in hell

Un addio risentito insomma, la necessità irrefrenabile (anche se poco obiettiva, a dirla tutta) di accusare la label per le ultime uscite non certo indimenticabili, e di guardare con rinnovata fiducia al futuro. Nel 2016, infatti, i Bon Jovi pubblicheranno il “vero” nuovo album, seguito dell’insipido What About Now del 2013 (il tour di supporto, invece, fu tutt’altro che insipido, basti pensare alla memorabile notte di San Siro).

Detto questo, ogni nuova uscita di un gruppo che è un peso massimo nella scena pop rock mondiale, scatena fan e detrattori. Pur essendo stato concepito come una sorta di regalo ai fan, una raccolta di vecchi pezzi mai incisi e pochi veri inediti, Burning Bridges è il miglior lavoro dei Bon Jovi dai tempi di Have A Nice Day (2005). Basta ascoltare l’opener A Teardrop To The Sea per rendersene conto. Un pezzo lento, sofferto e di atmosfera, che con la mente ci riporta istantaneamente a These Days (1995), se non addirittura a Destination Anywhere, album solista di Jon pubblicato nel 1997.

La successiva We Don’t Run è il manifesto della nuova (?) direzione che Jon vorrebbe intraprendere dal prossimo disco. Traccia bombastica, impattante grazie a una produzione convincente e dotata del ritornello perfetto. Una canzone che dal vivo potenzialmente farà sfracelli. Nonostante alcuni brani (come ad esempio il singolo di lancio Saturday Night Gave Me Sounday Morning, scritto a detta di Jon “Almeno 8 o 10 anni fa”) risultino troppo scontati, la profondità di Blind Love farà commuovere i fan di vecchia data, ma anche chi è costretto inevitabilmente a rimanere per troppo tempo lontano da casa.

Anche la ballata Fingerprints e l’energica I’m Your Man sono pezzi molto interessanti, che contribuiscono sia alla buona riuscita del cd sia a mantenere alta l’attenzione per ciò che i Bon Jovi combineranno nel prossimo futuro. Tour mondiale incluso.

Burning Bridges

Canzoni
A Teardrop To the Sea Durata: 05:07 Riproduci Acquista dall'album: Burning Bridges
We Don't Run Durata: 03:17 Riproduci Acquista dall'album: Burning Bridges
Saturday Night Gave Me Sunday Morning Durata: 03:23 Riproduci Acquista dall'album: Burning Bridges
We All Fall Down Durata: 04:05 Riproduci Acquista dall'album: Burning Bridges
Blind Love Durata: 04:48 Riproduci Acquista dall'album: Burning Bridges
Who Would You Die For Durata: 03:54 Riproduci Acquista dall'album: Burning Bridges
Fingerprints Durata: 05:58 Riproduci Acquista dall'album: Burning Bridges
Life Is Beautiful Durata: 03:22 Riproduci Acquista dall'album: Burning Bridges
I'm Your Man Durata: 03:44 Riproduci Acquista dall'album: Burning Bridges
Burning Bridges Durata: 02:44 Riproduci Acquista dall'album: Burning Bridges

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