Cosmo, più che Disordine è un equilibrio precario

Cosmo Disordine recensione

Cosmo
Disordine
(42 Records)

Mischiare il cantautorato italiano alle sonorità alternative internazionali. Queste le intenzioni declamate di Marco Jacopo Bianchi, in arte Cosmo, con Disordine al suo esordio solista. I riferimenti si sprecano: Battisti e Battiato da una parte, dall’altra Animal Collective, Grimes e Gold Panda. Un gioco affascinante che lo colloca, con le dovute differenze, a metà strada tra Lo Stato Sociale e Andrea Nardinocchi.

Funziona in parte; questo precario equilibrio rende il meglio nei brani più ispirati come il singolo Ho visto un dio, nei synth stratificati di Continente o della titletrack, o nel ritornello disarmante di Numeri e parole, ma spesso si rompe sbilanciandosi verso la seconda faccia, quella predominante, della sua anima. Cosmo è bravissimo nel giocare con i loop elettronici, a destreggiarsi tra i campionamenti e ad indovinare i giusti appoggi di synth, ma è anche vero che non sempre i testi sono all’altezza. Episodi come Il digiuno e La felicità mostrano evidenti limiti di scrittura, risultando retorici e sotto lo standard. Come è vero che non è la chitarra acustica a fare un cantautore, è anche vero che è necessario avere la capacità di raccontare storie, anche con poche semplici parole. Cosmo non sempre ci riesce.

In compenso la produzione del disco e le intuizioni musicali sono notevoli, dimostrando che la musica italiana sta vivendo una fase di rinnovamento a tutti i livelli, dalla nicchia al mainstream. Non ci stupisce. Marco faceva ottime cose già con il suo primo progetto, il trio piemontese Drink To Me, dalle sonorità simili ma con un approccio più rock e testi in inglese. Anche lui come altri suoi colleghi – Colapesce dagli Albanopower o Una dagli Jolaurlo – è stato costretto a reinventarsi cantautore per farsi notare in un mercato discografico avaro di spazi. E che è costretto ad inventarsi etichette che stanno strette per un prodotto che le fugge, dimostrando comunque alta qualità.

Disordine

Canzoni
Dedica Durata: 02:29 Riproduci Acquista dall'album: Disordine
Ho visto un dio Durata: 03:46 Riproduci Acquista dall'album: Disordine
Le cose più rare Durata: 03:41 Riproduci Acquista dall'album: Disordine
Wittgenstein Durata: 03:36 Riproduci Acquista dall'album: Disordine
Numeri e parole Durata: 03:53 Riproduci Acquista dall'album: Disordine
Ecco la felicità Durata: 04:03 Riproduci Acquista dall'album: Disordine
Il digiuno Durata: 03:28 Riproduci Acquista dall'album: Disordine
Disordine Durata: 03:08 Riproduci Acquista dall'album: Disordine
Esistere Durata: 04:07 Riproduci Acquista dall'album: Disordine

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