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Counting Crows Echoes Of The Outlaw Roadshow recensione

Counting Crows Echoes Of The Outlaw Roadshow recensioneCounting Crows
Echoes Of The Outlaw Roadshow

(Cooking Vinyl/Edel)

Agli inizi degli anni novanta negli States, si formò un movimento quasi  generazionale di rock americano che ebbe vita nelle università, nei campi studenteschi e negli infiniti ed affollati collage, alimentato da feste di laurea, partite di pallacanestro e spirito di aggregazione semplice e genuino. In questo contesto si generarono band che parlavano ai giovani con estrema naturalezza, componendo canzoni semplici, a volte malinconiche, a volte speranzose,  legate ai sentimenti e ai sogni di gloria di migliaia di ragazzi. Una delle band che maggiormente interpretò in musica  il periodo furono proprio i Counting Crows, capitanati dall’ enigmatico Adam Duritz, dall’ aspetto brutale ma dal cuore tenero, capace di produrre suoni e melodie accattivanti, basate sui riferimenti ai classici del genere, ma con suono ed un piglio attuale, caldo e sincero.

Dopo tantissimi anni di carriera trascorsa in giro per il mondo, esce questo bellissimo live che ripercorre molto di quanto creato in più di vent’ anni di composizioni, ma con solo sei album ufficiali pubblicati. Il concerto spazia dai brani della genesi (la romantica  Round Here  per esempio e  la bellissima versione di Rain King, per citarne alcune), fino alle ultime cover racchiuse nel recente album uscito lo scorso anno. Il disco è infatti stato registrato durante il tour nord americano di Underwater Sunshine proprio nel 2012, e raccoglie tutta l’essenza della band, spesso acustica, a volte elettrica,  dimostrando ancora una volta le elevatissime doti live del gruppo statunitense. Sontuosa l’esecuzione di Carriage con una tromba evocativa che accompagna l’ambientazione unplugged, gogliardica la jam finale di You Ain’t Goin Nowhere che chiude l’album. Un’ ottimo lavoro quindi che porterà la ventata di primavera tanto desiderata. Una sola nota dolente: è in partenza una tournee europea che ancora una volta non vedrà toccare l’Itala. Un vero peccato non assistere dal vivo ad uno show così contagioso.

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