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Eminem – Recovery

Eminem

Recovery

Aftermath/Interscope/Shady

I testi di Recovery ci raccontano che la dipendenza di Eminem da antidepressivi e pillole è terminata. Merito delle tre figlie e anche di un consulente personale. L’album doveva prendere il nome di Relapse 2, con l’intento di proseguire il lavoro di Relapse (la “ricaduta” del 2009), giudicato incompleto e insoddisfacente persino dallo stesso rapper. Boi-1-da, Jim Jonsin, DJ Khail e Just Blaize stravolgono però i piani, aggiungendosi in fase di produzione al guru Dr. Dre, collaboratore fisso di Slim Shady se si esclude Infinite del 1996. Il team dà alla luce un lavoro capace (forse) di accontentare più palati. Chitarre rock in Love The Way You Lie e nelle ballate Going Through Changes e Space Bound, basate rispettivamente su pezzi di Black Sabbath (Changes) e R.E.M. (Drive). Sonorità pop costruite ad arte in Not Afraid, singolo che ha anticipato l’album. Un regalo (discutibile) ai nostalgici della dance anni ’90 in No Love con la ripresa del campione di What Is Love di Haddaway. Ed infine un ritorno al passato – quello di The Slim Shady (1999) – con la ghost track che chiude il disco. In definitiva, un lavoro mediocre che non scioglie i dubbi sulla completa recovery (guarigione) di Eminem.

Mattia Sbriziolo

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