Onstage

Con I Still Do Eric Clapton si è innamorato di nuovo della musica

Ci sono icone della musica che sono immuni al tempo che passa, alle mode, a certe sonorità contemporanee quanto estemporanee, all’effimero, al superficiale. La vita musicale di Eric Clapton è entrata in contatto con intere generazioni grazie a sublimi tocchi di blues, sofferte ballate ed uno songwriting che, con tutta la sua classe e maestria, ha inevitabilmente influenzato il modo di suonare di tanti, facendo nascere seguaci ed imitatori in tutto il mondo.

Eric Clapton nuovo album 2016Oggi, compiuti i 70 anni, “Slowhand”, nonostante l’annunciato ritiro dalla scene live, ha deciso di re-innamorarsi ancora della musica e ha sfornato un nuovo bellissimo album (il 23esimo), ricco di calore e passione, per il quale ha chiamato a corte il maestro Glyn Johns per la produzione e, come al solito, uno stormo di amici, uno per ogni strumento. Per I Still Do ha dato una magistrale interpretazione di ispirati inediti e cover, rese magnetiche, quest’ultime, dalla personalizzazione che Clapton ne fa: le canzoni sono sussurrate, spesso suonate con una lenta cadenza che ne sottolinea gli aspetti salienti – un tripudio di suoni reso dalla mescolanza di chitarre, piano, hammond, armoniche e molto molto altro.

L’ipnotizzante Spiral è una fotografia del blues così come Clapton lo vede oggi, contaminato da grandi aperture armoniche a cui fanno da contraltare le irruenti radici malinconiche. La cover di Stone In My Passway del venerato Robert Johnson brucia lo stomaco come un bicchierone di whisky a colazione, grazie ad una sublime interpretazione vocale e ad un sontuoso riff di chitarra. Non poteva poi mancare il tributo a JJ Cale, uno dei suoi maestri, citato nella cover di Somebody’s Knockin, e l’omaggio al chitarrista blues Skip James, che ci riporta agli inizi del Novecento ed a quando tutto ciò che ritroviamo in questo disco è cominciato.

Un’ultima ma preziosa menzione va fatta per la copertina, un bellissimo ritratto di Clapton realizzato da Sir Peter Blake, nientepopodimeno che uno degli autori dello strepitoso collage che fa bella mostra di sè sulla cover di Sgt. Pepper’s dei Beatles. È proprio l’immagine che ci voleva per presentare all’occhio I Still Do, ennesima emozionante tappa del viaggio di Clapton, il più sensibile interprete di quel percorso musicale iniziato con la nascita del blues.

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