Un album che incarna i principi base del rock’n’roll per i romani Giuda

Giuda Let’s Do It Again recensione

Giuda
Let’s Do It Again
(Damaged Goods/Fungo Records)

Let’s Do It Again è il nuovo album dei Giuda, band romana esplosa grazie alla canzone Number 10 dedicata a Francesco Totti. Comprende dieci brani, suonati con urgenza ed umiltà, dedicati al rock più festaiolo perfetto tanto per una serata al pub quanto per essere cantano allo stadio. Infatti, in Let’s Do It Again, si annusa profondamente l’odore degli anni ’70, quando la musica ti faceva battere i piedi e il rock popolare era congiunto al mondo del calcio.

L’album è stato registrato in analogico dal produttore Danilo Silvestri, utilizzando perfino vecchi amplificatori italiani modificati per ottenere il sound tipico dei seventies. La prima traccia Wild Tiger Woman è anche il primo singolo estratto e funge un po’ da manifesto programmatico dell’album: una tigre che ruggisce, chitarre sferzanti, un basso cadenzato e ritmo in crescita. Segue Yellow Dash, punk rock, poi Get That Goal ancora dedicata all’incitazione della propria squadra del cuore corredata da una finta radiocronaca sportiva. La quarta traccia non poteva avere un titolo più glam rock che Teenage RebelRave On, Hold Me Tight e Roller Skaters Rule O.K. hanno un sound sanguigno costellato di hand clapping, come anche Fat Boy Boogie, così ispirata agli AC/DC. L’album finisce in fretta, una trentina di minuti di fuoco e fiamme, e poi tutti negli spogliatoi.

Niente di nuovo, se non fosse che siamo in Italia, nel 2013, e di questo glam pop rock vintage così ben fatto se ne è sempre sentito davvero poco. Let’s Do It Again non è un’opera d’arte, ma incarna il principio base del rock’n’roll, ovvero divertirsi: riesce a rendergli giustizia con spontaneità ma senza lasciar nulla al caso.

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