Notizie

Gossip A Joyful Noise

I Gossip restanto un punto di riferimento per la scena moderna, ma con A Joyful Noise l’attitudine punk viene in parte sacrificata, e con essa l’istinto tagliente.

Gossip A Joyful Noise recensioneGossip
A Joyful Noise
Sony Music

“Possiamo andare sul sicuro/Oppure improvvisare un po’/Seguire il leader/Oppure creare le nostre leggi”, cantava l’esuberante Beth Ditto in Heavy Cross, primo e fortunatissimo singolo del loro quarto album Music For Men. Questione di scelte: di fronte a tale bivio il trio di Washington fino ad allora aveva puntato tutto sulla strada alternativa, disobbedendo alle regole. Nel 2006 l’impatto dei Gossip nel mainstream era stato devastante: attraverso una miscela altamente infiammabile di rock, soul, funk, disco, dance ed estetica punk avevano colpito tutti. Poco prima dell’uscita di A Joyful Noise spuntano alcune dichiarazioni di Beth, che senza vergogna afferma che il quinto album dei Gossip è un affare “più adulto e triste” rispetto ai loro standard. D’altra parte in sede di produzione ci sono Brian Higgins (Kylie Minogue, Pet Shop Boys) e Mark Ronson (Amy Winehouse, Lily Allen, Robbie Williams e chi più ne ha più ne metta), e nell’ultimo anno l’eccentrica vocalist ha ammesso di essersi intenzionalmente sottoposta a un’overdose di Abba. Il termine “pop” appare minaccioso all’orizzonte, portandosi dietro tutte le fate e gli spettri del caso.

La conferma è nel primo (validissimo) singolo: Perfect World rimane fedele al sound dei Gossip, ma con un’inclinazione malinconica alla quale non eravamo affatto abituati. Un particolare che salta subito all’orecchio è la latitanza delle proverbiali urla di Beth, che in un certo senso rinuncia ad affondare. Sembra quasi che la sua gamma di sfumature vocali si sia spostata verso il basso, in favore del rispetto di un ipotetico limite. E’ una sensazione che pervade l’intero album, fatta eccezione per le piene e roboanti Horns e I Won’t Play. La vena disco-dark di Get A Job – pezzo caratterizzato da un basso vischioso in battere e dalle caratteristiche progressioni di chitarra elettrica – ha un suo perché, così come la dinamicità di Involved e l’approccio funk di Into The Wild. Ci sono anche un paio di episodi schiettamente dance: la sfrontatezza di Move In The Right Direction e la classicità house di Get Lost sono tutt’altro che spiacevoli, ma forse leggermente innocue. Il vero punto di domanda spunta con un brano come Casualties Of War: premettendo che la canzone in sé è di ottima fattura, viene spontaneo chiedersi se una melodia tanto celestiale (supportata da un arrangiamento così pulito e perfettino) non avrebbe fatto la fortuna di una qualche diva più posata.

E’ prematuro affermare che i Gossip abbiano voltato pagina, ma non è fuori luogo specificare che un cambiamento c’è stato, o almeno è in corso. Sia chiaro, il trio rimane un punto di riferimento per la scena moderna e l’elenco di generi musicali magistralmente shakerato dalla band è ancora presente nella sua interezza. Ma con A Joyful Noise l’attitudine punk viene in parte sacrificata, e con essa se ne va anche l’istinto tagliente, soffocato da un trattamento più pensato e meno improvvisato delle loro composizioni. Non che Beth non ci avesse avvisati.

Commenti

Commenti

Condivisioni