Meno dissacranti, più cinici: il ritorno de I Cani

I Cani Glamour Recensione

I Cani
Glamour
(42 Records)

Sono tornati I Cani. Meno dissacranti, più arrabbiati e, se con Il Sorprendente album di esordio dei Cani mettevano sotto la lente di ingrandimento la realtà romana in chiave ironica, con Glamour si mostrano ancora più cinici. Indefinibili per loro stessa ammissione, basti pensare a Le Velleità che fu («I gruppi hipster, indie, hardcore, punk, electro-pop, I Cani») e alla loro critica su etichettature musicali. I Cani hanno lavorato randagi e autonomi anche su questo nuovo capitolo e i nomi che hanno collaborato con la band romana si sprecano: Ciarocchi dei Gazebo Penguins, Cris X, Offlaga Disco Pax, Merzbow e KK Null.

Si parla di donne e di amore, di indifferenza e di morte con rabbia, o come scusa per arrivare, in fondo, a sviscerare altro: «E quanto disoneste possono essere le parole, per infestare il mondo di sentimenti, per dire il falso, per non dire niente, per non dire quanto disoneste sono le fotografie in cui siamo bellissimi e perdenti» (Non c’è niente di twee). Si parla anche del passato perché, anche se con Le Velleità alla fine sono riusciti a camparci, in anni passati non fu sempre così: «Considerato che non sono un artista, e con le velleità non ci si vive, mi ritrovai con un lavoro vero: uno di quelli proprio senza glamour» (Storia di un impiegato). Se la convergenza con il primo album è il loro porsi come cantastorie di storie realmente o idealmente esistite (Storia di un artista e Storia di un impiegato su tutti) quello che colpisce in pieno volto è la loro capacità retrospettiva, cruda e vivida di descrivere l’epoca attuale «Tutto l’universo nasce e muore di continuo e se ne frega dei progetti e degli amori e dei miei fallimenti: quindi andare a chiedere favori alle stelle cadenti non è tanto di cattivo gusto quanto arrogante» (San Lorenzo).

I Cani sono tornati, sciolti come sempre, senza guinzagli ne costrizioni, perché nonostante tutto c’è la loro «stupida improbabile felicità. La loro niente affatto fotogenica felicità. Sciocca, ridicola, patetica, mediocre, inadeguata»(Lexotan).

Commenti

Commenti

Condivisioni