Con Post Pop Depression Iggy ci ha regalato l’ennesimo capolavoro

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È persino banale e scontato dirlo, lo sappiamo bene, ma tutte le storie hanno una fine, anche quelle che ci paiono bellissime e destinate all’immortalità. Se siamo riusciti in qualche modo a metabolizzare la perdita colossale della scomparsa di David Bowie, potremo anche venire a patti con il fatto che, con tutta probabilità, questo sarà l’ultimo album in studio (con relativo tour) di Iggy Pop. Notizia deprimente, soprattutto perché certifica l’età che avanza, sua e nostra, ma anche l’onestà di un artista che ha più volte cambiato il corso della musica rock, prima con gli Stooges e poi in solitaria.

iggy-pop-nuovo-album-post-pop-depressionPer questa avventura, l’Iguana ha voluto a fianco un altro pezzo grosso della scena alternative americana, Josh Homme, con cui ha cominciato lo scorso anno un fitto carteggio fatto di idee, testi, suggestioni e, infine, canzoni. I due si sono poi finalmente trovati al Rancho De La Luna, celebre studio del leader dei QOTSA, nel gennaio dello scorso anno e hanno coinvolto nelle registrazioni il jolly Dean Fertita – veterano delle Desert Sessions e molto altro – e Matt Helders, batterista degli Arctic Monkeys, una delle band preferite proprio di Homme.

E, vista la cura con cui i due hanno confezionato questo presunto passo d’addio, il minimo che si possa fare è ascoltare e riascoltare con cura quello che si preannuncia come uno dei migliori dischi solisti di Iggy in assoluto. Ad aprire Post Pop Depression ci sono i due brani apparsi in Rete nei mesi scorsi, quelli che avevano giustamente alimentato l’attesa, attirando paragoni con il materiale griffato Bowie-Pop del periodo berlinese. E quelle suggestioni si riconfermano appieno perché sia Break Into Your Heart che Gardenia avrebbero trovato agevolmente posto su The Idiot o Lust For Life, entrambe epiche ed irresistibili: più malata la prima, decisamente più romantica la seconda, pare dedicata alla moglie Nina Alu. Inutile cercare di scacciare il fantasma del Duca Bianco, Gardenia profuma di Berlino nonostante sia stata registrata nel deserto.

American Valhalla, dopo un intro che ricorda il primo singolo di Siouxsie & The Banshees, Hong Kong Garden, è un pezzo trainato da basso e batteria, molto percussivo, ma con un bel ritornello mentre la successiva In The Lobby è classicamente rock’n’roll e conferma come la voce da crooner di Iggy sia ormai un marchio di fabbrica tanto quanto quella più urlata e fuori controllo del periodo Stooges. Da segnalare anche l’ottimo lavoro alla chitarra di Homme. Sunday, il quinto brano di Post Pop Depression, è certamente il più particolare e bizzarro, con una linea di basso e batteria molto funky, un grande lavoro di chitarra, dei cori femminili che accompagnano il cantato di Iggy e un finale orchestrale. Sulle prime pare un pezzo fuori tema e slegato dal resto, ma proprio la sua totale estraneità lo rende interessante. Forse i sei minuti più avventurosi del disco…

Passata la metà, viaggiamo verso la fine con gli ultimi quattro capitoli, cominciando con Vulture, unico pezzo acustico del lotto. Intenso e particolare, non riesce però a convincere del tutto e regala poche emozioni, specialmente se paragonato al resto. Il volo di Iggy riprende con intensità grazie a German Days (e con un titolo del genere…), un pezzo che potrebbe appartenere al repertorio dei Queens Of the Stone Age e che cita nel testo catene di fast food tedesche. La chiusura è affidata alla quasi pop (e scusate il gioco di parole) Chocolate Drops, tutta chitarrine funky (qualcuno ha detto Another Brick In The Wall?) e coretti e, soprattutto, alla magnifica e profetica Paraguay, in cui l’Iguana saluta tutti e annuncia di voler scappare a vivere in una capanna con guardie del corpo in adorazione. “I wanna be your basic clod” (voglio essere il tuo stupido), dice, parafrasando il se stesso ragazzino.

Post Pop Depression è il titolo scelto per rappresentare la depressione dei tre musicisti – Homme, Helders, Fertita – dopo il periodo trascorso a stretto contatto con Iggy. La stessa che viene a noi pensando al suo possibile addio alle scene. Grazie di tutto, comunque…

Post Pop Depression

Canzoni
Break Into Your Heart Durata: 03:54 Riproduci Acquista dall'album: Post Pop Depression
Gardenia Durata: 04:14 Riproduci Acquista dall'album: Post Pop Depression
American Valhalla Durata: 04:38 Riproduci Acquista dall'album: Post Pop Depression
In the Lobby Durata: 04:14 Riproduci Acquista dall'album: Post Pop Depression
Sunday Durata: 06:06 Riproduci Acquista dall'album: Post Pop Depression
Vulture Durata: 03:15 Riproduci Acquista dall'album: Post Pop Depression
German Days Durata: 04:47 Riproduci Acquista dall'album: Post Pop Depression
Chocolate Drops Durata: 03:58 Riproduci Acquista dall'album: Post Pop Depression
Paraguay Durata: 06:25 Riproduci Acquista dall'album: Post Pop Depression

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