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Incubus – If Not Now, When?

Incubus

If Not Now, When?

Sony Music

Temevo che sarebbe successo ma non pensavo così. Evidentemente è stato meno complesso del previsto convincere gli Incubus che quel bel visino di Brandon Boyd non poteva restare ad appannaggio di qualche sudato maschietto rockettaro. Troppo ampio e remunerativo il mercato femminile under 20 per non dargli in pasto uno dei più affascinanti frontman in circolazione. Ci sono voluti cinque anni – tanto è passato dal precedente lavoro Light Grenades – per portare a termine l’operazione, anticipata da un titolo che pare una dichiarazione a portafogli aperto. Il nuovo disco degli Incubus è un polpettone fatto di ballate strappalacrime, canzoncine e coretti parrocchiali. Giusto un paio di passaggi decenti. Credo che la libertà artistica sia un diritto fondamentale di qualunque musicista, ma rinnegare il passato come hanno fatto i californiani con If Not Now, When? è oltremodo oltraggioso. Nei confronti della propria storia e di tutte quelle persone (e non sono poche) che hanno seguito la band in questi anni. Mi chiedo con quale coraggio si presenteranno ai festival – ammesso che li invitino – di cui in un’altra vita sono stati persino headliner.

 

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