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Interpol – Interpol

Interpol

Interpol

Cooperative Music

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Inutile nascondersi dietro a un dito: l’obiettivo principale di Paul Banks e soci era lasciarsi alle spalle Our Love To Admire e tutte le critiche che l’avevano seguito. Inutile anche tirarla per le lunghe: il risultato, come reso esplicito da Success – titolo del brano che apre il loro quarto album – è stato raggiunto. Non si tratta di un ritorno alle radici estremo e spregiudicato, ma piuttosto di un ragionato passo indietro dettato dalla voglia di catturare di nuovo la magia degli esordi, che aveva messo tutti d’accordo. L’attitudine shoegaze e quella vena tra il misterioso e il drammatico sono conservate (come farne senza?), i riff semplici e ossessivi che penetrano il cervello dalla porta di servizio non mancano (quello di Safe Without su tutti, ma anche piano e basso di Summer Well non scherzano) e la stratificazione paziente di pezzi come Lights o Always Malaise (The Man I Am) convince. Quello che ai tempi non c’era ed invece oggi c’è  una potenza narrativa ai limiti del concept che dagli Interpol non ti aspetti; e così la trilogia finale, tenuta insieme dalle note di piano che aprono Try It On, rappresenta un passo deciso verso quella maturità artistica che forse la critica aveva deciso di affibbiare loro troppo presto.

Marco Rigamonti

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